Canzonissima 2026, la prima puntata tra memoria e classifica: vince Moro, tutti gli altri secondi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A cinquant’anni esatti dall’ultima edizione condotta da Raffaella Carrà insieme a Cochi e Renato, la Rai ha rispolverato uno dei titoli più iconici del suo archivio. Sabato 21 marzo, in prima serata su Rai 1, è andato in onda il primo dei sei appuntamenti con la nuova *Canzonissima*, affidata alla conduzione di Milly Carlucci e a un format che, pur strizzando l’occhio alla nostalgia, prova a parlare al presente attraverso la musica. La scommessa, del resto, era ambiziosa: restituire alla domenica televisiva – o meglio, al sabato sera – il fascino di una competizione che negli anni Sessanta e Settanta faceva dividere l’Italia, ma con un meccanismo completamente rivisto. Qui non sono i cantanti a contendersi il Titolo, ma i brani stessi, scelti dal repertorio storico e raccontati attraverso la sensibilità degli interpreti in gara.
La formula del revival: i magnifici sette e il “tutti pari”
Nel dettaglio, la serata inaugurale ha seguito il filo conduttore de “La canzone del cuore”, chiedendo a ciascun artista di portare in scena un pezzo legato alla propria storia personale o alla memoria collettiva. A giudicare le performance, o meglio a decretare la “Canzonissima” di puntata, c’è un collettivo chiamato i Magnifici Sette: una giuria composta da Pierluigi Pardo, Simona Izzo, Claudio Cecchetto, Francesca Fialdini, Caterina Balivo, Riccardo Rossi e dal discografico Giacomo Maiolini. A loro si aggiunge il voto del pubblico da casa, espresso tramite i social network, e un elemento che ha fatto discutere: il voto degli stessi concorrenti in gara, chiamati a esprimersi sugli avversari. Un meccanismo che, nella prima uscita, ha prodotto un esito tanto inedito quanto, per certi versi, paradossale. Fabrizio Moro, con la sua interpretazione de “Il mio canto libero” di Lucio Battisti, è stato proclamato vincitore; tutti gli altri partecipanti si sono classificati ex aequo al secondo posto. Una classifica che, nell’azzzerare le distinzioni, sembra voler sottolineare la natura corale e non competitiva del revival, anche se lascia aperta la questione su come verranno gestite le dinamiche di sfida nelle prossime settimane.
La sfida nel segno della continuità: Jalisse, lirica e l’ombra di Sanremo
Il cast messo in piedi da Milly Carlucci è un mosaico generazionale che pesca a piene mani dal recente Festival di Sanremo e dalla storia della canzone d’autore. Sul palco dell’Auditorium Rai del Foro Italico, accompagnati da un’orchestra di 25 elementi diretta dal Maestro Luigi Saccà, si sono alternati nomi come Enrico Ruggeri (in “Lontano dagli occhi”), Leo Gassmann (“Un giorno credi”), Michele Bravi (“Ti lascio una canzone”), Fausto Leali (“Pregherò”), Malika Ayane (“Città vuota”), Irene Grandi (“Mi ritorni in mente”), Elettra Lamborghini (“Bella vera”), Elio e le Storie Tese (“Rock’n’roll Robot”) e i Jalisse (“Sarà perché ti amo”). A questi si aggiunge la presenza della lirica con il tenore Vittorio Grigolo, che ha eseguito il celebre “Nessun dorma” dalla *Turandot* di Puccini. Una scelta, quest’ultima, che la conduttrice ha motivato con l’intenzione di aprire il varietà ai generi più alti, mentre la presenza dei Jalisse – storici vincitori del Festival di Sanremo poi finiti al centro di polemiche sulla mancata partecipazione alle edizioni successive – ha inevitabilmente evocato un parallelo con la kermesse sanremese, da cui il programma mutua non solo la struttura della gara ma anche alcuni volti. Da segnalare, infine, la presenza degli ospiti: Claudio Santamaria, Rocco Papaleo e Claudia Pandolfi hanno animato la serata con esibizioni e duetti, conferendo al racconto musicale quella dimensione di intrattenimento puro che fu di questo contenitore storico.
L’operazione nostalgia e il fronte degli ascolti
Il ritorno di *Canzonissima* si inserisce in una strategia televisiva ben precisa, quella del revival dei grandi marchi Rai, e si trova subito a fare i conti con la concorrenza. La prima puntata è andata in onda nella stessa serata del debutto del Serale di *Amici* su Canale 5, dando il via al tradizionale duello tra Milly Carlucci e Maria De Filippi, due figure di riferimento per il sabato sera televisivo italiano. La posta in gioco, per il servizio pubblico, è quella di riconquistare una fetta di pubblico abituata ai talent show, offrendo un’alternativa che punta sul valore simbolico delle canzoni piuttosto che sulla scoperta di nuovi volti. La conduzione di Carlucci, che ha già dimostrato di saper gestire il meccanismo del varietà competitivo con *Ballando con le Stelle*, sembra voler garantire un equilibrio tra la solennità del ricordo e la necessità di intrattenere un pubblico contemporaneo. Se *Canzonissima* riuscirà a diventare un nuovo appuntamento fisso o resterà un elegante esercizio di stile legato alla memoria, lo diranno le prossime settimane, con l’ingresso in gara di altri artisti come Arisa e Paolo Jannacci, previsto a partire dalla seconda puntata.




