Venezia nel mirino dopo l'attacco Usa all'Iran: controlli serrati nel Ghetto e allerta per Bezos

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Venezia, città simbolo di pace e turismo, è finita tra gli obiettivi sensibili dopo l’attacco americano in Iran della scorsa domenica. Non solo la base Usaf di Aviano, dunque, ma anche il capoluogo veneto è ora sotto stretta osservazione, soprattutto con l’arrivo imminente di voli carichi di ospiti americani invitati alle nozze tra Jeff Bezos, fondatore di Amazon, e Lauren Sanchez. Un evento che, per la sua risonanza internazionale, richiede misure di sicurezza senza precedenti.

L’allerta anti-terrorismo in Italia, già elevata dopo l’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023, ha raggiunto livelli critici. Gli apparati di sicurezza, come confermato dalle ultime comunicazioni del Viminale, proteggono oltre 29mila obiettivi considerati vulnerabili. Ma la minaccia iraniana agli Stati Uniti, esplicita e diretta, impone un ulteriore inasprimento dei controlli. L’Italia, con le sue numerose basi militari americane, è un bersaglio potenziale, e Venezia – crocevia di turismo e diplomazia – non fa eccezione.

A Ghedi, in provincia di Brescia, la situazione è ancora più delicata. La base, che ospita circa venti bombe atomiche statunitensi, è stata blindata. Pur non essendo formalmente una struttura Nato, rientra negli accordi di "Nuclear Sharing", che consentono agli alleati di disporre di armi nucleari americane in caso di necessità. Un dettaglio che, in questo contesto, la rende particolarmente esposta.

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