Neonata morta a Careggi, la procura apre un fascicolo per omicidio colposo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è consumata in silenzio, tra le mura del reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale fiorentino di Careggi, la vicenda che ha trasformato la gioia di una nascita in un lutto improvviso. Una bambina di appena quattro giorni, venuta alla luce domenica 15 marzo, è deceduta in circostanze che appaiono, al momento, avvolte nel più stretto riserbo investigativo. I genitori, una coppia di poco più che trentenni, hanno presentato una denuncia ai carabinieri, avviando così un meccanismo giudiziario che ha portato la procura della Repubblica di Firenze ad aprire un fascicolo contro ignoti, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario.

Il pm titolare dell’inchiesta, Vincenzo Nitti, ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile, meglio noto come autopsia, per tentare di stabilire con certezza le cause del decesso della piccola. A occuparsi dell’esame autoptico saranno un medico legale affiancato da un consulente specialista in neonatologia, figure chiamate a indagare la possibile correlazione tra la morte e le cure prestate durante e dopo il parto. Questo genere di indagine è lo strumento classico utilizzato dalla magistratura quando emergono dubbi sulla correttezza delle procedure mediche, ed è funzionale a determinare se vi siano state condotte attive omesse o maldestre che abbiano compromesso le esigue chance di sopravvivenza della neonata.

Il percorso clinico e la denuncia dei genitori

La ricostruzione degli eventi, per quanto parziale e filtrata dalle prime risultanze investigative, delinea un quadro clinico in cui il malessere della bambina si è manifestato progressivamente. Secondo quanto emerso, la madre si era presentata in ospedale a metà della settimana precedente a causa di alcune perdite di sangue; una volta ricoverata, le sue condizioni si erano stabilizzate, portando i medici a eseguire un parto cesareo. Inizialmente, la neonata non sembrava presentare particolari criticità, ma con il passare delle ore il suo quadro clinico ha subito un’evoluzione negativa, tanto da renderne necessario il trasferimento e l’intubazione nel reparto di terapia intensiva, dove poi è sopraggiunto il decesso.

I genitori, che hanno riferito agli inquirenti come la gravidanza fosse proceduta senza particolari complicazioni fino a quel momento, hanno deciso di sporgere denuncia non appena rientrati a casa. Un gesto che ha formalizzato la loro richiesta di chiarezza, spingendo gli inquirenti a mettere sotto sequestro le cartelle cliniche. Un particolare di rilievo, emerso in questa prima fase, riguarda la presenza di un versamento nei polmoni della piccola; un elemento che, sebbene non costituisca ancora una causa certa del decesso, rappresenta un punto focale per i consulenti incaricati dalla procura, chiamati a verificarne l’origine e la correlazione con le manovre assistenziali.

Il contesto giudiziario e la risposta dell’ospedale

L’apertura di un fascicolo per omicidio colposo in ambito sanitario rappresenta, in questi casi, un atto dovuto che consente di effettuare accertamenti tecnici imprescindibili, come l’acquisizione della documentazione clinica e l’autopsia. L’obiettivo è quello di ricostruire con precisione la catena degli eventi, dalla fase del travaglio alle ultime ore di vita della neonata nel reparto di terapia intensiva, per verificare se ci sia stato un errore nella valutazione dei parametri vitali o se siano state omesse delle procedure standard che avrebbero potuto scongiurare l’esito fatale.

Dal canto suo, l’azienda ospedaliera universitaria Careggi ha fatto sapere di seguire il caso con la massima attenzione, confermando che la direzione sanitaria ha provveduto a segnalare l’accaduto secondo le procedure di trasparenza interna. In attesa che l’indagine faccia il suo corso, l’ospedale ha scelto di non rilasciare ulteriori dichiarazioni, limitandosi a esprimere il proprio cordoglio ai familiari della piccola. La prudenza, in queste fasi, è massima, mentre si attendono gli esiti degli accertamenti che dovranno stabilire se si sia trattato di un tragico evento imprevedibile o di una conseguenza evitabile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.