Musk lascia l’amministrazione Trump ma resta consigliere: "Non è la fine del Doge"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Elon Musk ha annunciato mercoledì la fine del suo ruolo formale nell’amministrazione Trump, ma il presidente lo ha accolto nello Studio Ovale con parole di stima, definendolo "uno dei più grandi imprenditori al mondo". Nonostante il passo indietro, Musk ha chiarito che continuerà a fare "avanti e indietro" con la Casa Bianca, mantenendo un ruolo di consulenza. "Questa non è la fine del Doge, ma l’inizio", ha aggiunto, senza approfondire ulteriori dettagli sul futuro delle sue collaborazioni con il governo.

Intanto, un’altra battaglia legale scuote l’amministrazione Trump, dopo che una sentenza ha bloccato i dazi imposti su diverse categorie di merci, tra cui i vini importati. Viktor Schwartz, fondatore di V.o.s. Selections, piccola azienda vinicola di New York gestita insieme alla figlia, ha spiegato che quelle tariffe rappresentavano "una minaccia esistenziale". "Non siamo una grande corporation, non potevamo semplicemente aspettare che passasse la tempesta", ha detto Schwartz, la cui causa è stata vinta giovedì, anche se la Casa Bianca ha già presentato un ricorso sospensivo.

A sostenere imprenditori come Schwartz c’è il Liberty Justice Center, studio legale texano specializzato in contenziosi costituzionali, che si autodefinisce una "Justice league" in difesa delle libertà economiche. "Lottiamo per i diritti delle famiglie, dei lavoratori e degli imprenditori", si legge sul loro sito, che in queste ore registra un picco di visite. L’amministrazione Trump ha però reagito con un "appello di emergenza", lasciando alla Corte Suprema l’ultima parola.

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