La Borsa di Londra vola a un nuovo record, Milano torna ai massimi del 2001
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Redazione Economia
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In una sessione di fine anno caratterizzata da volumi contenuti e da un'atmosfera generalizzata di attesa, il mercato finanziario londinese ha però saputo ritrovare un vigoroso slancio, facendo segnare un nuovo primato storico. Il Ftse 100, l'indice di riferimento che raccoglie le principali blue-chip del Regno Unito, ha infatti chiuso la penultima seduta del 2025 in deciso rialzo, aggiudicandosi un incremento dello 0,8 per cento e portandosi così a quota 9940,7 punti: un livello mai raggiunto prima, che interrompe una fase laterale durata quasi sette settimane e che proietta l'indice verso la sua migliore performance annuale da sedici anni a questa parte. La spinta decisiva è arrivata, in particolare, dai titoli del settore bancario e da quelli delle società attive nel campo delle materie prime, comparti che hanno beneficiato di un rinnovato ottimismo degli investitori nonostante il contesto macroeconomico globale resti costellato di incertezze.
Il traino deciso del comparto finanziario
La forza dimostrata dal listino londinese non è stata un episodio isolato nel panorama europeo, anzi ha trovato un corrispettivo particolarmente vigoroso in Italia, dove Piazza Affari si è distinta come la piazza più vivace del Vecchio Continente. L'indice Ftse Mib di Milano ha infatti archiviato la giornata con un avanzamento dell'1,14 per cento, toccando i 44.944 punti e sfiorando, nel corso delle contrattazioni, la soglia psicologica dei 45.000. Un livello che non si vedeva da gennaio del 2001 e che corona un'annata eccezionale per la Borsa italiana, la quale, nel suo complesso, ha visto crescere il proprio principale listino di oltre il 30 per cento dall'inizio dell'anno. Il merito di questo balzo, in gran parte, va ascritto al settore bancario, che ha vissuto una giornata di gran spolvero trainando l'intero mercato.
Piazza Affari in testa al gruppo europeo
Se Londra e Milano hanno dunque dettato il passo, anche le altre principali piazze continentali hanno chiuso la penultima seduta utile del 2025 in territorio positivo, seppur con performance leggermente più contenute. La Borsa di Francoforte ha registrato un aumento di un punto percentuale, mostrando una certa solidità, mentre Madrid ha fatto segnare un progresso dello 0,9 per cento. Parigi, dal canto suo, ha anch'essa archiviato la giornata in rialzo, confermando un quadro generale ottimista per gli indici europei nell'ultima seduta a pieno regime dell'anno. Questa ampia convergenza al rialzo suggerisce come gli investitori istituzionali, e non solo quelli, abbiano deciso di privilegiare gli asset rischiosi in chiusura d'anno, probabilmente confidando in un allentamento delle politiche monetarie restrittive nel corso del 2026.
Il caso delle banche italiane
A Piazza Affari, tra i titoli che hanno attirato maggiore interesse e capitali, spicca il comportamento di alcuni istituti di credito. Il settore, che da mesi beneficia di tassi di interesse più elevati e di prospettive di utili robusti, ha visto salite significative, con alcune realtà che hanno superato abbondantemente il due per cento. Questo dinamismo ha contribuito in maniera decisiva a spingere l'indice verso i massimi venticinquennali, dimostrando come il comparto finanziario resti un pilastro fondamentale per la valutazione dell'intero listino. La performance odierna, dunque, non solo corona un anno straordinario per la Borsa italiana, ma delinea anche una chiusura di anno estremamente positiva per l'Europa nel suo insieme, con l'azionario che sembra voler dimenticare le tensioni geopolitiche e le incognite economiche che hanno caratterizzato parti del 2025.




