Gli affitti brevi in Italia: tra redditività variabile e nuove destinazioni immobiliari
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Meno di cinquemila euro netti all’anno, cifra che rappresenta il guadagno potenziale per un bilocale di sessanta metri quadrati a Rimini, il cui valore medio si aggira intorno ai centosettantatremila euro. A delineare questo quadro economico, che fa emergere una redditività non sempre scontata nel settore degli alloggi turistici, è stata l’associazione italiana gestori affitti brevi, la quale ha offerto una fotografia dettagliata delle opportunità e dei limiti del mercato. Gli immobili destinati ai viaggiatori, del resto, costituiscono ormai una fetta significativa del patrimonio abitativo in molte zone del paese, spingendo operatori e proprietari a valutare con attenzione i ritorni degli investimenti, specialmente dopo che è stato scongiurato, com’è noto, l’aumento della cedolare secca al ventisei per cento. La discussione su queste tematiche, d’altronde, si fa sempre più ampia e articolata, coinvolgendo non solo le grandi mete turistiche ma anche quelle realtà minori che mostrano dinamiche economiche spesso differenti.
Il confronto tra territori e la trasformazione urbana
Se a Rimini la resa di un bilocale può apparire contenuta, in altre aree del paese la situazione si presenta sotto una luce diversa. In Valtellina, per esempio, il mercato degli affitti brevi continua a crescere, confermando una tendenza positiva che si discosta in parte da quanto osservato nei grandi centri urbani. Un’analisi recente ha messo a confronto redditività, valori immobiliari e tassi di occupazione in varie località, rivelando come nei borghi e nelle destinazioni montane, come Bormio, la competitività possa essere mantenuta grazie a prezzi degli immobili più accessibili. In certi casi, l’affitto breve può arrivare a rendere oltre il sei per cento annuo sul valore della casa, una percentuale che attrae molti investitori, i quali si interrogano sulle effettive convenience rispetto ad altre forme di impiego del capitale.
Un dibattito in evoluzione e gli scenari normativi
Proprio per approfondire queste complesse dinamiche, si moltiplicano gli appuntamenti di studio e confronto tra gli addetti ai lavori. Venerdì prossimo, ad esempio, nell’auditorium di Tele Liguria Sud, si terrà un convegno promosso da diverse associazioni di categoria, dal Titolo “Le locazioni turistiche e i nuovi accordi territoriali per i contratti agevolati del 2026”. Durante l’incontro, dopo i saluti istituzionali e l’introduzione del presidente locale di una delle associazioni organizzatici, verranno esaminati i vantaggi, i limiti e le possibilità di due contratti in concorrenza tra loro, con una relazione specifica dedicata ai contratti brevi e alle locazioni turistiche. Un evento che dimostra quanto il settore sia in fermento e quanto sia sentita l’esigenza di chiarezza normativa, soprattutto in vista dei nuovi accordi territoriali che definiranno il quadro dei contratti agevolati.
La riconversione degli immobili e il futuro del mercato
Parallelamente al dibattito sulla redditività e sulle regole fiscali, si osserva un fenomeno di trasformazione fisica del tessuto immobiliare in alcune località. A Rimini, per citare un caso emblematico, diversi alberghi dismessi stanno cambiando destinazione d’uso, riconvertendosi in residence, condhotel o strutture per studenti. Questa metamorfosi edilizia segna un passaggio significativo, indicando come il mercato risponda in modo flessibile alle esigenze della domanda, che non è più soltanto quella turistica tradizionale ma comprende anche nuove fasce di utenti. La destinazione degli alloggi, insomma, non è un dato immutabile bensì in continua evoluzione, soggetta alle leggi economiche e alle trasformazioni sociali, che spingono a ripensare gli spazi in ottiche differenti, cercando di massimizzare l’utilità e il rendimento di ogni singolo immobile.




