Bologna, occupato un palazzo Asp dopo gli sfratti in via Michelino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre le polemiche per gli sfratti eseguiti in via Michelino, dove due famiglie con bambini piccoli sono state allontanate dalle proprie abitazioni, non si erano ancora sopite, un nuovo e consistente gruppo di persone ha dato vita a un'occupazione di massa in un immobile pubblico di via Don Minzoni. L'edificio, di proprietà dell'Asp - Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, versava in stato di abbandono da diversi anni, un dettaglio che gli attivisti, fra i quali spiccano quelli del sindacato Plat, hanno addotto a giustificazione del loro gesto. Dal suo interno, del resto, è stato affisso uno striscione che, con poche e chiare parole, riassume la protesta: "Mai più senza casa".

Le cifre e le dichiarazioni dell'occupazione

Fabio Scaramella, operatore sindacale di Plat presente durante l'azione, ha fornito dei numeri precisi per inquadrare la portata dell'evento, parlando di "150 persone e più di 70 minori" che hanno deciso collettivamente di impossessarsi della palazzina. "Rimarranno qua", ha dichiarato senza mezzi termini, "fino a che non ci sarà un’alternativa seria e dignitosa". Una posizione che è stata ribadita, con uguale fermezza, da una delle occupanti, la quale ha asserito che da lì non si sarebbero mossi fino a quando non fossero state trovate soluzioni abitative per tutti, un obiettivo che, nelle loro intenzioni, sembra non ammettere eccezioni.

La reazione istituzionale e il precedente sgombero

L'Asp Città di Bologna, da parte sua, non è rimasta a guardare e ha sporto denuncia per quanto accaduto, definendo tale atto "un atto dovuto". L'azienda ha motivato la sua decisione anche con la considerazione della presenza di numerosi minori all'interno di uno stabile che, come ha precisato, "sarà oggetto di lavori". L'occupazione di via Don Minzoni, che ha visto il coinvolgimento di 142 persone e 72 minori secondo altre ricostruzioni, segue di poche ore lo sgombero in via Michelino, un intervento che aveva già creato forti tensioni.

Il racconto di uno sfratto

Proprio da via Michelino arriva la testimonianza di Hichiam, un cittadino italiano di origini marocchine, operaio ceramista con un contratto a tempo indeterminato, il quale è stato sfrattato insieme alla sua famiglia di quattro persone. L'uomo ha raccontato i momenti concitati dell'esecuzione, descrivendo come gli agenti avessero "sfondato il muro", un'azione che ha generato paura e il pianto delle figlie. Aveva richiesto, ha spiegato, soltanto un margine di tempo supplementare per riorganizzarsi e trovare una nuova sistemazione, una richiesta che, a suo dire, non è stata accolta.

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