Pierfrancesco Favino solleva polemiche sulla rappresentazione di personaggi italiani nel cinema internazionale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Pierfrancesco Favino ha sollevato una polemica contro il cinema internazionale per l'assenza di attori italiani nelle grandi produzioni che raccontano la vita di personaggi italiani e per quella che lui ha chiamato "appropriazione culturale". Questo ha scatenato un nugolo di polemiche alla Mostra del cinema di Venezia. Tanti quelli che hanno accusato l'attore di voler fare il sovranista a corrente alternata, solo quando questo può rappresentare un elemento positivo per la sua carriera. Pupi Avati sta con Favino e dice che “Il modenese Ferrari che viene dal Nebraska fa un po' ridere”. Il regista bolognese si schiera con l’attore romano, in merito ai ruoli di icone nostrane interpretate da stranieri, come nel caso di ‘Ferrari’. Mads Mikkelsen dà ragione a Favino e incolpa il doppiaggio: «Bisogna smettere di farlo anche in Italia». Mikkelsen ha espresso nella cornice del Festival di Venezia il suo punto di vista sulla questione sollevata da Pierfrancesco Favino nelle ultime ore in seguito alla proiezioni di Ferrari, il biopic di Michael Mann dedicato al fondatore dell’iconica scuderia automobilistica. Il film vede Adam Driver interpretare nuovamente una figura di spicco dell’industria italiana dopo aver prestato il volto a Maurizio Gucci in House of Gucci di Ridley Scott, e lo stesso Favino non ha perso l’occasione per rimarcare come lo perplima vedere ancora una volta un ruolo simile venire affidato ad un volto noto di Hollywood.

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