Pierfrancesco Favino e la sua battaglia contro l'appropriazione culturale indebita

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera dei deputati, ha raccolto l'appello lanciato da Pierfrancesco Favino dal palco di Venezia e ha rilanciato: «Caro Favino, hai ragione. Ma la strada giusta per combattere l'appropriazione culturale straniera che tu denunci è quella di raccontare nuovi personaggi e nuove storie del nostro immaginario nazionale». Le parole di Pierfrancesco Favino sull'assenza di attori italiani nelle grandi produzioni che raccontano la vita di personaggi italiani e su quella che lui ha chiamato "appropriazione culturale" hanno scatenato un nugolo di polemiche che ha sconquassato la pacata tranquillità della Mostra del cinema di Venezia. Tanti quelli che hanno accusato l'attore di voler fare il sovranista a corrente alternata, solo quando questo può rappresentare un elemento positivo per la sua carriera. Lo aveva detto al Festival di Berlino, lo ribadisce adesso, alla Mostra del cinema di Venezia: Pierfrancesco Favino non molla e porta avanti la sua battaglia contro quella che definisce "appropriazione culturale indebita". A margine infatti della conferenza stampa di presentazione di Adagio, il film di Stefano Sollima di cui è protagonista, l'attore è tornato a parlare dell'abitudine, tutta americana, di assegnare a interpreti stranieri ruoli tipicamente italiani.

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