Il Napoli di Conte a Udine tra fantasmi e necessità: la vetta non si discute
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Redazione Sport
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Dopo la battuta d'arresto in Portogallo, che ha complicato il cammino nella massima competizione continentale senza peraltro comprometterlo del tutto, il Napoli di Antonio Conte non ha il lusso di indugiare in riflessioni amare. Il calendario, spietato, impone un'immediata torsione dell'attenzione verso la Serie A, dove la squadra detiene un primato che intende preservare a ogni costo. La trasferta allo stadio Friuli, in programma contro l'Udinese, si prospetta come un banco di prova insidioso, capace di mettere a nudo una delle criticità più evidenti di questa stagione: la difficoltà a imporsi lontano dalle rassicuranti mura del Diego Armando Maradona. Delle dieci gare finora disputate in trasferta, infatti, solo quattro si sono risolte con una vittoria, mentre ben sei sono culminate in una sconfitta, un dato che – se si considerano le tre perse nella fase a gironi della Champions League – delinea una tendenza su cui il tecnico è chiamato a intervenire con urgenza.
Un tabellino infortuni che complica i piani
La già delicata operazione di riscatto, dopo il passo falso col Benfica, trova un ulteriore elemento di complessità nel reparto medico. All'elenco di indisponibili, che costringe Conte a continui ripensamenti tattici, si è aggiunto ieri il nome di Juan Jesus: il difensore, colpito da una contusione al polpaccio durante il match di Lisbona, ha dovuto sottoporsi a nuovi accertamenti e la sua presenza sul campo di Udine è data ormai per quasi certamente preclusa. Un'assenza non di poco conto, che priva la squadra di un elemento di esperienza in un settore dove la rotazione, in questa fase, è forzata e continua.
Una sfida carica di storia e tensione
Il duello con i friulani, del resto, non è mai una partita come le altre e negli ultimi anni ha portato con sé, purtroppo, tensioni e episodi di tafferugli al di fuori del rettangono di gioco. Tuttavia, come ha ricordato il Messaggero Veneto, questa sfida ha anche regalato pagine di pura emozione al campionato italiano. Si parte, nella memoria, dal gol-salvezza di Manuel Gerolin all'ultima giornata del campionato 1980-81, per arrivare a quello più recente di Isaac Success, che lo scorso anno fissò il risultato sull'1-1: un pareggio che, alla lunga, si rivelò prezioso quanto il gol di Nehuén Pérez che, in un'altra giornata, firmò la salvezza a Frosinone. Sono incontri, questi, che scrivono la loro piccola epopea nel grande libro del calcio.
Le parole dell'avversario e la concentrazione necessaria
Dall'altra parte, l'Udinese del tecnico Kosta Runjaic cerca punti per risollevarsi da una posizione di classifica non brillante. Lo stesso allenatore, in conferenza stampa alla vigilia dello scontro, ha toccato vari temi, ammettendo la delusione per l'ultima sconfitta interna ma accettando, con pragmatismo, le regole imprevedibili del gioco. Tra le sue dichiarazioni, una frecciatina – velata ma percepibile – è stata indirizzata all'ex attaccante Lorenzo Lucca, il quale, a suo dire, "è andato via senza salutarmi". Un dettaglio che poco interessa al Napoli, il quale deve invece affrontare la partita con la massima concentrazione, sapendo che in queste trasferte, finora, qualcuno di loro si è perso per strada. La vetta, che oggi occupano, non ammette ulteriori errori di percorso, soprattutto quando si gioca lontano da casa.




