Incendio a Laveno Mombello, presidio notturno e focolai in quota: evitato un secondo rogo a Orino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il rogo che da sabato 4 aprile devasta i boschi sopra Laveno Mombello, in provincia di Varese, continua a tenere impegnate le squadre di soccorso, sebbene la situazione sia ormai sotto controllo. Dopo l’allarme lanciato nel pomeriggio di Pasqua, quando le fiamme sono ripartite nella zona di Monteggia minacciando le recinzioni di alcune abitazioni costringendo all’evacuazione precauzionale di due famiglie -2-4, la notte appena trascorsa ha visto un’intensa attività di presidio del territorio. Gli uomini della Protezione civile, i vigili del fuoco e i volontari antincendio hanno lavorato senza sosta per monitorare l’evoluzione del fronte, mentre il buio impediva l’utilizzo dei mezzi aerei, con i droni dotati di termocamera – un supporto tecnologico ormai indispensabile in queste situazioni – che hanno fornito aggiornamenti cruciali alle squadre a terra.

Focolai visibili nella notte e operazioni in quota

Nonostante l’emergenza sia rientrata nella sua fase più critica, i tecnici segnalano la presenza di focolai ancora attivi nella parte sommitale della montagna, in direzione dei Pizzoni. Si tratta di punti caldi localizzati in zone impervie e lontane dai centri abitati, lontani dalla frazione di Casere, ma ben visibili anche durante le ore notturne. Le stime parlano di una superficie complessiva interessata dalle fiamme che si aggira tra i dieci e i venti ettari, un’area vasta che richiede un’opera di bonifica capillare. Per gestire questa fase, nella mattinata di lunedì 6 aprile si è tenuto un briefing operativo a Cuveglio, necessario per pianificare le strategie di intervento della giornata, che vedranno nuovamente in azione gli elicotteri antincendio per colpire i focolai difficili da raggiungere via terra.

Tempestività alla Protezione civile: evitato un secondo rogo a Orino

Mentre l’attenzione era concentrata sul fronte principale di Laveno, un altro potenziale disastro è stato scongiurato a pochi chilometri di distanza, nel vicino comune di Orino. In località Pian delle Noci, la Protezione civile è intervenuta con prontezza su un principio di incendio boschivo, riuscendo a bloccare le fiamme sul nascere prima che potessero propagarsi alla vegetazione circostante. L’episodio, verificatosi in un contesto dove la siccità e il vento dei giorni scorsi hanno reso il sottobosco estremamente vulnerabile, dimostra l’efficacia del monitoraggio capillare del territorio in questa fase di massima allerta. Gli stessi volontari hanno impedito che una piccola scintilla si trasformasse in un vasto rogo simile a quello che sta bruciando sopra Laveno.

Viabilità limitata e indagini in corso

Sul fronte della viabilità, restano in vigore ordinanze restrittive per garantire la sicurezza delle operazioni e dei residenti. Il Comune di Laveno Mombello ha confermato il divieto di transito lungo via Monteggia, a partire dalla frazione Brenna, e sulla mulattiera che collega Monteggia a Casere; una misura che resterà valida per l’intera giornata per consentire il passaggio dei mezzi pesanti e delle squadre a terra. Dal punto di vista investigativo, i carabinieri stanno seguire l’evoluzione dei fatti, sebbene non siano stati forniti aggiornamenti specifici sulla natura dolosa o colposa dell’innesco. Quel che è certo, come testimoniato dal vicesindaco Fabio Bardelli – presente sul posto fin dalle prime fasi dell’emergenza – è che l’impegno delle squadre antincendio della Comunità montana Valli del Verbano continua senza soluzione di continuità, con l’obiettivo di preservare il patrimonio boschivo e mettere in sicurezza le aree più esposte.

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