Curling, Mondiali a Ogden: l’Italia si arrende al Canada all’ultimo tiro
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Redazione Sport
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Il sogno iridato della nazionale maschile di curling si è infranto contro la solidità canadese nel pomeriggio europeo di venerdì 3 aprile, quando a Ogden, nello Utah, si è disputata la fase a eliminazione diretta dell’edizione 2026 dei Campionati Mondiali. Gli azzurri, che avevano superato le insidie del round robin aggrappandosi a un sesto posto valso la qualificazione, hanno dovuto inchinarsi ai nordamericani con il punteggio di 7-9, salutando così una rassegna che, dopo un avvio titubante, aveva preso una piega decisamente più incoraggiante. La posta in palio era altissima: il tabellone dei playoff prevedeva che la vincente di questo incontro avrebbe avuto il diritto di sfidare la Scozia in semifinale, un’occasione che il gruppo guidato dal giovane skip Stefano Spiller ha accarezzato a lungo prima di cedere proprio sul filo di lana.
L’approccio perfetto e la rimonta degli avversari
La partita, giocata al meglio degli end, ha messo in luce il carattere sorprendente della compagine azzurra. Con il martello inizialmente in mano agli avversari, gli atleti italiani non hanno solo retto l’urto, ma hanno imposto un ritmo capace di mettere in difficoltà i favoriti della foglia d’acero. Se il primo end si era chiuso in un nulla di fatto, frutto di una fase tattica molto attenta, nel prosieguo del match gli azzurri sono riusciti a contenere i canadesi, costringendoli a raccogliere un magro parziale in un’occasione cruciale. La squadra formata da Amos Mosaner (terzo), Sebastiano Arman (secondo) e Alberto Pimpini (lead), con Mattia Giovanella come riserva, ha trovato nel debuttante Spiller una guida lucida, capace di leggere il ghiaccio dello Utah con la maturità di un veterano nonostante l’esordio in una competizione di questo calibro.
Tuttavia, la durezza del Canada, giunto da terzo nel girone e forte di un’imbattibilità ritrovata dopo un avvio difficile, è emersa nei momenti che contano. Dopo aver accusato il contraccolpo iniziale, gli specialisti nordamericani hanno operato una rimonta metodica nei cinque end finali. Per l’Italia, che aveva dimostrato una brillantezza offensiva forse inaspettata alla vigilia, è stata una doccia gelata, specie considerando l’inerzia del match. Il divario di due punti maturato all’ultima pietra (l’ultimo tiro decisivo nel gergo del curling) non restituisce appieno l’equilibrio visto sul ghiaccio, dove gli azzurri hanno sfiorato l’impresa.
Il valore del cammino azzurro e il futuro
L’eliminazione ai quarti di finale, se da un lato lascia l’amaro in bocca per l’occasione mancata, dall’altro certifica la crescita di una squadra che era partita con i riflettori puntati altrove. La rinuncia dello storico skip Joel Retornaz aveva aperto uno scenario di incertezza, ma il gruppo si è ricompattato attorno al diciannovenne Spiller, dimostrando una profondità di gioco che fa ben sperare per il ciclo futuro. La partita contro il Canada, decisa da dettagli minimi e dalla maggiore esperienza degli avversari in situazioni di alta pressione, ha mostrato come il divario tra l’Italia e le potenze storiche di questo sport sia ormai sottilissimo. Ogni stone è stato conteso, ogni decisione tattica studiata a tavolino, in una battaglia psicologica che si è risolta solo con l’ultimo lancio.
Per una squadra che solo pochi mesi fa aveva vissuto la delusione del mancato podio olimpico in casa, raggiungere i playoff mondiali rappresenta una pronta risposta. I ragazzi di Ryan Frey hanno tenuto testa a una nazione dove il curling è religione, dimostrando una solidità mentale encomiabile. Se il punteggio finale recita 7-9, la sensazione, uscendo dal Weber County Ice Sheet, era che l’Italia avesse le carte in regola per puntare addirittura a qualcosa di più. Il ko è doloroso, e lo si legge negli occhi di Mosaner e dei compagni, ma non cancella la sostanza di una prestazione coraggiosa che ha ridato smalto a un movimento in continua evoluzione.
L’equilibrio dei playoff mondiali
Mentre l’Italia abbandonava la scena, il tabellone dei Campionati Mondiali LGT World Men’s Curling Championship proseguiva il suo corso senza i colori azzurri. La vittoria del Canada proietta la selezione nordamericana in semifinale contro la Scozia, mentre dall’altro lato del tabellone Svezia e Svizzera si giocheranno l’altro posto per la finale di sabato 4 aprile. Per l’Italia, si chiude dunque un capitolo che resterà negli archivi come un’occasione persa, ma anche come la conferma di una resilienza tattica che non era scontata alla vigilia. La squadra di Spiller ha gettato le basi per un futuro che si annuncia competitivo, dimostrando che anche in una fase di transizione, il curling azzurro può recitare un ruolo da protagonista sulla scena mondiale.




