Mondiali di curling, l’Italia chiude quarta a Ginevra: Constantini e Mosaner battuti dal Canada
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Redazione Sport
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La diciottesima edizione degli ACE & Company World Mixed Doubles Curling Championship, disputatasi sul ghiaccio di Ginevra, ha consegnato all’Italia un piazzamento che sa di amaro ma che, guardando alla carriera dei due protagonisti, non ne scalfisce il valore assoluto. Stefania Constantini e Amos Mosaner, entrambi in forza alle Fiamme Oro, hanno dovuto cedere il passo al Canada nella finale per il terzo posto, un match conclusosi con un secco 3-11 che ha definitivamente spento ogni speranza di podio. La coppia azzurra, presentatasi in Svizzera nei panni di detentrice del titolo, ha così chiuso al quarto posto un cammino che, fino alle battute decisive, sembrava poter regalare un’altra gioia a una disciplina che negli ultimi anni ha imparato a vincere.
Una partita senza storia fin dall’end inaugurale
La sfida contro i canadesi Kadriana e Colton Lott è stata indirizzata già nel primo end, circostanza che ha di fatto compromesso l’intera prestazione degli italiani. Nonostante il possesso del martello, vantaggio che solitamente consente di gestire l’iniziativa, Constantini e Mosaner hanno incassato quattro punti pesantissimi, frutto – va detto – di una scelta errata della stessa portacolori azzurra che ha spalancato le porte all’allungo nordamericano. Ritrovatisi a rincorrere sin dai primissimi minuti, i due atleti non sono mai riusciti a imbastire una rimonta credibile: il Canada ha continuato a macinare gioco e punti, sfruttando ogni incertezza avversaria con una freddezza chirurgica. In sei end la pratica è stata archiviata, lasciando l’Italia a guardare il gradino più basso del podio da una distanza in fondo ben più dolorosa di quelle patite nelle sconfitte nette.
Il percorso nei gironi e la semifinale con l’Australia
Prima di quell’esito sfortunato, la rassegna iridata aveva regalato ben altre sensazioni. Nel Round Robin, la selezione tricolore aveva chiuso con un bilancio di sette vittorie e due sole sconfitte, un ruolino che parlava chiaro della solidità della coppia. L’accesso alla cosiddetta “zona medaglie” era stato poi sancito dal successo nel qualification game contro il Giappone, gara nella quale Constantini e Mosaner avevano mostrato tutto il loro repertorio tecnico. La semifinale, però, si è rivelata un ostacolo insormontabile: l’Australia di Tahli Gill e Dean Hewitt ha avuto la meglio sugli azzurri, facendo sfumare la possibilità di giocarsi l’oro e costringendo l’Italia a quel bronzo poi sfuggito di mano nella finalina. Una doppia delusione, insomma, perché la medaglia che contava era a un passo e poi si è allontanata definitivamente sotto i colpi di una delle nazionali più titolate della specialità.
Cinque piazzamenti nei primi sei posti in sei manifestazioni
Se il risultato di Ginevra brucia ancora, non si può però ignorare il contesto più ampio di una carriera che ha dell’eccezionale. Per Constantini e Mosaner si tratta del quinto piazzamento tra i primi sei in altrettante partecipazioni tra Mondiali e Olimpiadi, un dato che da solo restituisce la dimensione di due interpreti capaci di competere sempre al massimo livello. L’amarezza per il quarto posto – ripetiamolo – è legittima, ma non deve far dimenticare quanto costruito negli anni: la coppia delle Fiamme Oro ha alzato l’asticella del movimento italiano, trasformando il curling in una certezza e non più in una sorpresa. L’aver perso il bronzo contro il Canada non cancella i sette successi nel girone, né la capacità di reagire dopo le sconfitte. È un’Italia che esce a testa alta, anche se senza il metallo al collo.
La cronaca di una finale per il terzo posto senza attenuanti
Dal punto di vista tecnico, la gara con i Lott è stata un monologo. I canadesi hanno imposto un ritmo che gli azzurri non hanno saputo contrastare, complice anche un evidente retaggio psicologico della semifinale persa poche ore prima. Mosaner e Constantini sono apparsi svuotati, reattivi solo a tratti ma mai incisivi come richiesto da un appuntamento simile. L’errore iniziale di Constantini, che ha spalancato la strada ai quattro punti nel primo end, ha rappresentato lo spartiacque: da lì in poi è stato un lento stillicidio, un tentativo di arginare l’avversario che non ha mai convinto pienamente. Il Canada, dal canto suo, non ha avuto bisogno di strafare: ha gestito, controllato e colpito quando serviva. Per l’Italia, invece, il rammarico resterà impresso su quel ghiaccio svizzero, nella consapevolezza che l’occasione era preziosa ma è stata sciupata in pochi minuti. Ora la rassegna iridata si chiude qui, con gli azzurri che torneranno a casa con un piazzamento comunque onorevole ma che, per chi ha vinto e fatto sognare, sa inevitabilmente di occasione mancata.




