Il federalismo del fine vita e la morte di Daniele Pieroni: libertà o disuguaglianza?

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La scelta di Daniele Pieroni, lo scrittore abruzzese malato di Parkinson che ha ottenuto il suicidio assistito grazie alla legge della Toscana, riaccende il dibattito sul federalismo del fine vita. Un modello che, se da un lato garantisce autonomia ai territori, dall’altro rischia di creare disparità inaccettabili tra chi vive in regioni che hanno legiferato in materia e chi, invece, si trova in quelle che non lo hanno fatto. La normativa toscana, approvata l’11 febbraio e già applicata nel caso Pieroni, è stata impugnata dal governo davanti alla Corte costituzionale, con l’argomento che spetti allo Stato – e non alle singole autonomie locali – disciplinare i diritti fondamentali, come quello alla vita.

"Quando ha visto che eravamo lì per lui, è stato contento. L’ultima cosa che ha detto? Grazie". A raccontare gli ultimi istanti di Pieroni è Felicetta Maltese, accanto a lui insieme a un medico, un’infermiera e altre persone che lo hanno accompagnato fino all’ultimo. "Non perché ne avesse bisogno, ma per affetto, per l’ultimo saluto. Abbiamo pianto tutti. Se n’è andato con il sorriso: era la sua volontà". Una scelta, la sua, che ha riportato al centro la questione della dignità nel morire, in un Paese dove il tema della morte è spesso rimosso, quasi fosse un tabù.

La Toscana, prima regione a dotarsi di una legge sul suicidio assistito, ha aperto una strada che altre amministrazioni potrebbero seguire, ma l’impugnatura del governo solleva interrogativi cruciali. È giusto che su un tema così delicato le norme varino da territorio a territorio? E fino a che punto può spingersi l’autonomia regionale senza ledere il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione? La Chiesa, da parte sua, ribadisce l’importanza delle cure palliative, un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti, mentre il caso Pieroni dimostra come, per alcuni, l’unica libertà possibile sia quella di decidere quando e come porre fine alla propria sofferenza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.