Il toro sbanca Pisa e respira, ma Rampanti avverte: “Serve continuità”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vittoria sul Pisa, conquistata al 35’ della ripresa grazie a una zampata di Che Adams, regala un po’ di ossigeno al Torino in questa fase delicata del campionato. Il successo, per quanto sofferto e costruito su una prestazione tutt’altro che brillante, consente ai granata di allontanare temporaneamente le ombre che si erano addensate dopo le ultime uscite; eppure, come sottolinea Serino Rampanti nella nuova puntata di “Parola al Mister”, adesso occorre non fare passi indietro. “Viviamo un tempo difficile – ha dichiarato – offuscato da minacce gravi, da guerre sanguinose. La cultura che lo sport trasmette ha un segno ben diverso: dove la violenza vuole sopraffare il diritto, lo sport esalta la lealtà e il sacrificio nel rispetto delle regole condivise. La competizione non è per soggiogare”. Parole che, nel contesto di una stagione segnata da episodi di cronaca nera anche sugli spalti, richiamano l’attenzione su inchieste e sviluppi giudiziari ancora in corso, senza però mai scadere nel dettaglio esplicito.

Una rete che pesa, e la classifica sorride (a metà)

La partita della 31ª giornata di serie A, disputatasi tra le mura amiche del Pisa, ha offerto ben pochi spunti fino al minuto decisivo. L’attacco locale, guidato da Meister e Moreo, si è arenato contro una difesa torinese attenta ma non impeccabile; dall’altra parte, Adams – eletto migliore in campo dalle pagelle – ha sfruttato l’unica occasione nitida per infilare Semper, portiere pisano comunque reattivo su altri tentativi. L’ennesima sconfitta stagionale per i toscani, la diciassettesima, li lascia ultimi in classifica insieme al Verona (battuto ieri dalla Fiorentina) a nove lunghezze dal quart’ultimo posto. Una distanza che, con sette giornate ancora da giocare, non è incolmabile sulla carta ma che sul campo rischia di diventare un macigno, viste le prestazioni offerte fin qui.

Rampanti e quella domanda scomoda: “Avete visto la Fiorentina a Verona?”

A chi obietta che il Torino a Pisa abbia giocato male, Rampanti risponde con una contro-domanda secca: “Ma avete visto la Fiorentina a Verona?”. Il riferimento è a una gara – quella tra viola e scaligeri – nella quale anche una squadra di alta classifica ha faticato non poco per imporsi. Il messaggio è chiaro: vincere in trasferta, in questo campionato logorante e ricco di insidie, non è mai banale, e giudicare solo l’estetica rischia di far perdere di vista il risultato concreto. I granata, nella partita successiva alla sosta per le Nazionali, si sono avvicinati ulteriormente alla salvezza, ma lo stesso Rampanti evita qualsiasi faciloneria: il calcio non dà nulla per scontato, e ogni match va affrontato con determinazione e il giusto agonismo.

Ora il Verona, tre punti che valgono una stagione

Lo sguardo è già proiettato allo scontro diretto con il Verona, una partita che mette in palio tre punti pesantissimi per blindare la permanenza in categoria. Le pagelle del match di Pisa raccontano di un Toro sostanzialmente equilibrato: Semper (6) ha retto bene, Calabresi (5.5) è uscito anzitempo per far posto a Cuadrado (senza voto), mentre Caracciolo e Canestrelli (5.5 e 6) hanno alternato buone chiusure a qualche ingenuità. A centrocampo, Aebischer (6) ha garantito ordine, Hojholt (5.5) è apparso in affanno fino alla sostituzione con Akinsanmiro (6). Tra i pisani, solo Angori (6) e il subentrato Stojilkovic (5.5) hanno provato a creare scompiglio. Per il Torino, l’importante era portare a casa l’intera posta; l’avercela fatta, per quanto di misura, rappresenta un segnale di resilienza. Ma Rampanti lo ripete tra le righe: senza continuità, quel poco ossigeno rischia di esaurirsi in fretta.

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