Camerata Cornello, scivola in una scarpata mentre cerca funghi: morta Elisabeth Gelmini a 43 anni
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Redazione Interno
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Doveva essere una mattinata come tante tra i boschi della Val Brembana, uno di quei ritorni alle origini che Elisabeth Gelmini concedeva a se stessa appena il lavoro glielo permetteva. E invece l'uscita di martedì 8 settembre si è trasformata in una tragedia: la donna, 43 anni, residente a Torri di Quartesolo, nel Vicentino, è morta dopo essere scivolata lungo una scarpata mentre era impegnata nella raccolta dei funghi insieme a uno zio materno.
La caduta e i soccorsi
Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri della compagnia di Zogno, intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118, la quarantatreenne si trovava nei boschi attorno a Camerata Cornello, paese d'origine della sua famiglia, quando ha perso l'equilibrio su un terreno reso scivoloso dall'umidità. È precipitata per una quindicina di metri, terminando la corsa sull'asfalto della sottostante via Bruga e battendo violentemente la testa. A lanciare l'allarme, intorno alle 8.50, è stato lo stesso parente, che avrebbe anche tentato di afferrarla ferendosi nel gesto.
Sul posto sono arrivati l'automedica della Croce Rossa di Bergamo e l'elisoccorso, decollato dal capoluogo orobico, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile: per la donna non c'era più nulla da fare. La salma è a disposizione del magistrato di turno, mentre gli accertamenti dei militari sono proseguiti per chiarire l'esatta dinamica dell'incidente.
Una carriera lontano dalla valle
Figlia unica, laureata in ingegneria al Politecnico di Milano e poi specializzata con una magistrale a Bergamo, Elisabeth Gelmini viveva da diversi anni in un appartamento a Torri di Quartesolo e lavorava come project manager alla Adicomp di Isola Vicentina, azienda specializzata nella progettazione e produzione di pacchetti di compressori per biogas, biometano e altri gas. Nonostante gli itinerari internazionali che la portavano spesso all'estero per lavoro, non rinunciava mai a un ritorno a Zogno, dove risiedono i genitori.
Era rientrata da poco da una trasferta negli Stati Uniti e aveva deciso di fermarsi qualche giorno in famiglia prima di tornare a casa.
Il ricordo dei familiari
«Era il nostro orgoglio», ha dichiarato al Corriere Bergamo il padre Luigi, spiegando di fare fatica a reggersi in piedi dopo la notizia. Il genitore ha raccontato che la figlia era solita uscire per cercare funghi con lo zio, una passione condivisa da tutta la famiglia, e che i contatti tra loro erano frequenti nonostante la distanza. Un amico della quarantatreenne, Manuel Geremia, l'ha descritta come «una ragazza d'oro», persona stimata e apprezzata da chiunque la conoscesse. I funerali sono stati fissati per venerdì 11 settembre.
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