Addio ad Arnaldo Pomodoro, maestro della scultura che avrebbe compiuto 99 anni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Si è spento ieri sera, nella sua casa di Milano, Arnaldo Pomodoro, uno dei più grandi scultori del Novecento, la cui opera ha segnato indelebilmente la storia dell’arte contemporanea. La notizia della sua scomparsa, diffusa dalla Fondazione a lui intitolata, arriva nel giorno in cui avrebbe festeggiato il suo novantanovesimo compleanno. Nato a Morciano di Romagna il 23 giugno 1926, Pomodoro aveva scelto Milano come città d’adozione dal 1954, senza però mai smettere di lasciare tracce del suo genio in ogni angolo del mondo.

Le sue opere, spesso monumentali, si riconoscono per le forme geometriche spezzate, per le sfere di bronzo che si aprono in squarci rivelatori, quasi a mostrare un universo nascosto. Un linguaggio unico, che ha reso il suo nome immediatamente riconoscibile anche al grande pubblico, ben al di là delle gallerie e dei musei. In Piemonte, ad esempio, aveva lasciato due importanti testimonianze del suo passaggio: Cuneo con frecce, installato nel 2006 davanti alla sede della SMAT di corso XI febbraio a Torino, e Triade, collocata nella rotonda di corso Maroncelli. Opere che, come molte altre, dialogano con lo spazio urbano trasformandolo in un palcoscenico di riflessione.

La carriera di Pomodoro, iniziata negli anni Cinquanta, è stata un continuo sperimentare tra materia e concetto, tra rigore formale e slancio simbolico. Le sue sculture, disseminate in piazze, istituzioni e collezioni private, hanno attraversato i decenni senza perdere forza espressiva, confermandosi come punti di riferimento per intere generazioni di artisti. La Fondazione Arnaldo Pomodoro, diretta da Carlotta Montebello, ne custodisce l’eredità, promuovendo non solo la sua opera ma anche quella di altri protagonisti dell’arte contemporanea.

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