L'Italia domina il medagliere agli europei di nuoto in vasca corta a Lublino

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una chiusura travolgente, che qualcuno potrebbe definire consueta ma che non smette di sorprendere per potenza e ampiezza, ha sigillato a Lublino il trionfo dell'Italia agli Europei di nuoto in vasca corta. L'ultima giornata di gare, infatti, si è trasformata in un autentico diluvio di metalli preziosi per la squadra azzurra, la quale, con un bottino di cinque ori, un argento e quattro bronzi soltanto oggi, ha raggiunto e superato ogni più rosea aspettativa. Questo straordinario exploit, del resto, ha permesso all'Italnuoto di conquistare lo storico primato nel medagliere finale, con nove ori, cinque argenti e sei bronzi, e di ritornare in vetta alla classifica a punti per nazioni: un successo, quest'ultimo, che giunge per la quinta volta nelle ultime sei edizioni della rassegna continentale, a conferma di una supremazia ormai divenuta un habitus consolidato nel panorama natatorio europeo.

Il giorno della festa azzurra

La serata decisiva è stata aperta in grande stile da Sara Curtis, la quale, nonostante un malessere fisico sopraggiunto nella sessione precedente, ha dimostrato un carattere e una tempra fuori dal comune. L'azzurra, dopo essersi già aggiudicata un bronzo nei 100 stile libero, ha infatti centrato l'oro nei 50 dorso con un tempo pazzesco, 25"49, che le è valso il nuovo record europeo, cancellando il precedente primato detenuto dall'olandese Kira Toussaint. Ma la sua serata non si è fermata lì, poiché ha poi conquistato anche un argento nei 50 stile libero, regalando al team due medaglie di altissimo valore. A brillare, nel frangente, sono stati anche i muscoli degli specialisti della rana: nei 50 metri maschili, infatti, Simone Cerasuolo ha vinto l'oro, mentre Nicolò Martinenghi si è piazzato sul terzo gradino del podio, aggiungendo un bronzo al già ricco bottino personale e della squadra. Un altro bronzo, infine, è giunto dal settore femminile con Anita Gastaldi, salita sul podio nei 200 farfalla.

Un percorso di crescita inarrestabile

Questo trionfo collettivo, che segue di due anni l'analoga affermazione a Otopeni, non è affatto un episodio isolato ma rappresenta il punto d'arrivo, peraltro sempre in movimento, di un percorso tecnico e umano di altissimo livello. La squadra guidata da Cesare Butini, la quale si era già trasformata in una specie di tsunami in Romania, ha saputo in Polonia elevare ulteriormente l'asticella, dimostrando una profondità di rosa e una varietà di talenti che pochi possono vantare nel continente. Le dieci medaglie conquistate nella sola giornata conclusiva, del resto, hanno un peso specifico importante, testimoniando non solo la presenza di picchi di eccellenza ma anche una competitività diffusa in quasi tutte le specialità, fattore decisivo per primeggiare nella classifica per nazioni.

Lo sfondo di una serata perfetta

La festa azzurra, va detto, è arrivata dopo un inizio di serata più contenuto, durante il quale, nelle prime quattro finali in programma, non erano arrivate medaglie. Il miglior piazzamento in quella fase era stato il quarto posto di Simone Stefani nei 50 farfalla, vinti dallo svizzero Noè Ponti, mentre Michele Busa si era classificato ottavo nella stessa gara. Questi risultati, tuttavia, non hanno minimamente scalfito la determinazione del gruppo, il quale ha saputo reagire con orgoglio e qualità, trasformando la seconda parte del programma in una passerella ininterrotta di successi. La progressione delle prestazioni, dunque, ha seguito una curva ascendente fino all'apice della 4x50 mista mista, gara che ha chiuso simbolicamente una manifestazione ormai già scritta con i colori dell'Italia.

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