Kaufmann ai pm: "Sono innocente, non ho ucciso Andromeda e Anastasia". In attesa dell'estradizione
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Redazione Interno
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“Sono innocente, voglio parlare prima con il mio avvocato e con il consolato americano”. Con queste parole, asciutte e definitive, Francis Kaufmann, noto anche come Rexal Ford, ha risposto ai pm romani durante il primo interrogatorio svoltosi in videocollegamento dal tribunale di Larissa, in Grecia. L’uomo, arrestato con l’accusa di aver ucciso la piccola Andromeda e sua madre Anastasia Trofimova – i cui corpi senza vita furono rinvenuti a Villa Pamphili – ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, limitandosi a una dichiarazione spontanea che respinge ogni addebito.
L’interrogatorio, disposto su richiesta della procura di Roma attraverso un ordine europeo di indagine, si è svolto alla presenza dei magistrati italiani collegati da piazzale Clodio e degli investigatori della Squadra Mobile. A coordinare le indagini è il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, che punta a ricostruire una verità giudiziaria ancora frammentaria. Se le autopsie hanno già fornito alcuni elementi preliminari, saranno gli esami istologici, attesi per luglio, a chiarire le cause effettive della morte delle due vittime.
Kaufmann, 46 anni, barba rasa e aspetto curato, ha mantenuto un atteggiamento defilato durante il confronto con i magistrati. La sua difesa, almeno per ora, si affida a un muro di silenzio, spezzato solo dalla ripetuta affermazione della propria estraneità ai fatti. “Non le ho uccise”, ha ribadito, senza aggiungere altro. La strategia dell’uomo, cittadino americano arrestato in Grecia su mandato internazionale, sembra orientata a guadagnare tempo in vista della decisione sulla sua estradizione, attesa per giovedì dalla Corte d’Appello di Larissa.
Le autorità italiane, che lo considerano il principale indiziato nel duplice omicidio, dovranno attendere l’esito del procedimento greco prima di poterlo interrogare direttamente. Intanto, Kaufmann ha fatto sapere di voler coinvolgere il consolato degli Stati Uniti – ora che Trump è di nuovo presidente – nella gestione del caso, segnalando una possibile disputa legale sulla sua consegna all’Italia.




