La perizia psichiatrica per Kaufmann e il videoracconto degli ultimi giorni di Anastasia e Andromeda
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Redazione Interno
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Non si è presentato in aula, ieri, Francis Kaufmann, il cinquantenne californiano accusato di avere strangolato la compagna Anastasia Trofimova e la loro figlia Andromeda, di appena undici mesi, i cui corpi vennero ritrovati tra la vegetazione di villa Pamphilj nel giugno del 2025. La Corte d'Assise di Roma, davanti alla quale si sta celebrando il processo, ha però comunque proceduto: da un lato disponendo una perizia psichiatrica fondamentale per il futuro del procedimento, dall'altro mostrando alle parti la dettagliata ricostruzione video, realizzata dagli investigatori del Servizio centrale operativo, degli ultimi giorni di vita della giovane donna e della bambina.
Il nodo della capacità processuale e i trenta giorni per la diagnosi
La decisione dei giudici di affidare l'incarico peritale al dottor Giovanni De Girolamo, psichiatra dell'IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, segue di poche settimane l'istanza presentata dalla difesa, che aveva più volte sollevato dubbi sull'effettiva lucidità del proprio assistito. Il consulente dovrà accertare, entro il termine perentorio di trenta giorni, se Kaufmann sia capace di partecipare coscientemente al dibattimento; la Procura, che in un primo momento si era opposta alla richiesta, dovrà ora attendere l'esito degli accertamenti. Il perito dovrà stabilire non solo un'eventuale incapacità transitoria, che comporterebbe una sospensione del processo, ma anche la possibilità di una condizione irreversibile, evenienza che, in base a quanto previsto dal codice, porterebbe a un arresto definitivo del procedimento. La scelta dell'imputato di disertare l'udienza, secondo quanto riferito, potrebbe rientrare in questo quadro di presunto deterioramento cognitivo descritto dai legali, i quali hanno parlato di monologhi deliranti e di uno stato confusionale tanto profondo da chiedere, in una delle prime comparizioni, chi fossero Anastasia e Andromeda mentre i medici legali ne descrivevano i corpi.
Il racconto per immagini: dalla rissa allo Starbucks alla scomparsa
Mentre la questione psichiatrica apre uno scenario complesso, l'aula ha assistito alla proiezione di un lungo montaggio video, della durata di circa mezz'ora, che assembla i frame di decine di telecamere di sorveglianza pubbliche e private. Un racconto visivo muto ma estremamente eloquente, che parte dal pomeriggio del 3 giugno 2025. Le immagini dello Starbucks di piazza San Silvestro mostrano la famiglia seduta a un tavolino: Kaufmann, Anastasia e la piccola. Un litigio con un altro avventore, la reazione violenta dell'americano che afferra l'uomo per la maglietta e il violento pugno ricevuto in risposta, che lo manda al tappeto lasciandolo esanime e sanguinante. Anastasia si china su di lui, poi lo aiuta a rialzarsi. Poco dopo le sette di sera, un'altra telecamera li inquadra in via di Torre Argentina: è l'ultima volta che madre e figlia vengono riprese vive. La ricostruzione investigative, basata sui tabulati e sui fotogrammi, porta a ritenere che Trofimova sia stata uccisa proprio in quelle ore.
I controlli mancati e la fuga verso la Grecia
Le immagini tornano a mostrare Kaufmann due giorni più tardi, il 5 giugno, quando è solo con la bambina. Un passante lo riprende mentre barcolla visibilmente ubriaco con Andromeda in braccio, sfiorato da un motorino. Nel pomeriggio, un equipaggio della polizia lo ferma per un controllo in zona Torre Argentina: l'uomo è in stato di ebbrezza, ha la figlia con sé, ma gli agenti non hanno notizie di segnalazioni riguardanti la madre, nonostante alcuni di loro lo avessero già visto in precedenza con la donna, e lo lasciano andare. È uno dei passaggi cruciali emersi dagli atti. Le telecamere lo riprendono poi nei giorni successivi mentre vaga da solo: al mercato di San Silverio già chiuso, alla stazione Tiburtina con un trolley, e infine all'aeroporto di Fiumicino l'11 giugno, dove si imbarca per Skiathos, l'isola greca dove verrà arrestato con gli stessi vestiti e lo stesso cappellino con cui era stato visto con la piccola. In quei giorni, prima di fuggire, dalle analisi del suo telefono risulterà che cercò anche di contattare agenzie di baby modelling, nel tentativo di monetizzare l'immagine della figlia già uccisa.




