Oro in vola, superati i 4.500 dollari all'oncia. Gli analisti guardano al 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lunedì, per la prima volta nella storia, il prezzo dell'oro ha infranto il muro dei 4.400 dollari per oncia, attestandosi su valori che portano il chilo a sfiorare i 113.000 franchi svizzeri, un traguardo che sigilla un anno eccezionale per il metallo giallo e che, secondo molti osservatori, prelude a un 2026 altrettanto favorevole. La corsa, del resto, non accenna a fermarsi: a poche settimane dal precedente picco di ottobre, le quotazioni hanno toccato un nuovo record, superando la soglia psicologica dei 4.500 dollari e segnando un rialzo impressionante, superiore al 70% rispetto ai livelli della fine dello scorso dicembre.

Un cocktail di incertezze globali

Alla base di questa performance straordinaria, che coinvolge anche altri metalli preziosi come l'argento – il quale a sua volta ha raggiunto massimi storici sopra i 70 dollari – e il platino, non c'è un unico fattore ma un insieme convergente di elementi. L'incertezza globale, come sottolineano gli esperti, rimane il motore principale: dalle conseguenze ancora non del tutto valutabili della politica doganale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ai numerosi conflitti geopolitici in atto, su tutti il prolungato scontro in Ucraina. Hakan Kaya, gestore del fondo Neuberger Berman Commodities, osserva come gli investitori stiano di fatto “stipulando una polizza assicurativa” sempre più costosa contro un sistema finanziario e geopolitico percepito come instabile, un'interpretazione che va al di là delle mere spiegazioni legate alla domanda stagionale asiatica.

Le dinamiche che spingono il metallo

Oltre alla geopolitica, altri rischi strutturali alimentano la domanda di oro come bene rifugio. Kaya cita, tra questi, la prodigalità fiscale degli stati, la quale ora deve fare i conti con un aumento generalizzato delle spese per la difesa, e il delicato test sull'indipendenza della Federal Reserve di fronte a segnali di una politica monetaria potenzialmente accomodante. Quest'ultimo punto, in particolare, evoca lo spettro di tassi di interesse bassi e di un dollaro debole, condizioni tradizionalmente molto propizie per il rialzo dei metalli preziosi. In questo contesto, l'oro fisico con consegna a febbraio sul Comex viene scambiato con ulteriori guadagni, attestandosi attorno ai 4.514 dollari l'oncia.

Le prospettive e le opportunità sul mercato

La prospettiva per il prossimo anno rimane robusta, con alcune delle principali istituzioni finanziarie che hanno già alzato i propri target. Goldman Sachs, ad esempio, prevede per il 2026 un prezzo medio dell'oro di 4.900 dollari l'oncia, un livello che implicherebbe un'ulteriore significativa apprezzamento rispetto alle attuali valutazioni. Questo scenario ottimista spinge naturalmente gli investitori a cercare opportunità per posizionarsi, non solo attraverso l'acquisto del metallo fisico o degli ETF, ma anche valutando le società minerarie – undici delle quali sono state segnalate come ad alto potenziale – pronte a beneficiare della prossima fase del rally. L'interesse si estende a tutto il settore dei metalli preziosi, dove l'argento mostra una volatilità e un potenziale di crescita ancora più marcati, mentre il platino continua la sua rimonta.

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