Arrestato in Colombia Roberto Nastasi, sospetto esponente della 'ndrangheta
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Redazione Interno
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Le autorità colombiane hanno tratto in arresto, con una operazione supportata dalle unità dell'Interpol, il cittadino italiano Roberto Nastasi nella zona di Medellín. L'azione, come reso noto dal sindaco della città Federico Gutiérrez, si è svolta nel comune di Bello, dove l'uomo, individuato martedì, si trovava in visita alla propria compagna. La cattura si inserisce in un quadro investigativo che considera Nastasi un sospetto membro dell'organizzazione criminale calabrese, la 'ndrangheta, e ne ipotizza collegamenti operativi con una delle principali strutture criminali locali, il cosiddetto Clan del Golfo, attiva su scala nazionale nel narcotraffico e in altre attività illecite.
Il contesto dell'operazione a Medellín
La città di Medellín, situata a quattrocentodiciassette chilometri a nord-ovest della capitale Bogotà, rappresenta da tempo un crocevia strategico per gli affari illeciti internazionali, essendo storicamente un punto nevralgico per il traffico di cocaina. L'arresto di un presunto affiliato alla criminalità organizzata italiana conferma, ancora una volta, la persistenza di legami transatlantici che alcuni cercano di rinsaldare, nonostante gli sforzi delle forze dell'ordine. Queste relazioni, che si sviluppano spesso attraverso alleanze tattiche con i cartelli locali, permettono il flusso di stupefacenti verso l'Europa e il reinvestimento dei proventi in attività legali e illegali sui due continenti, in un meccanismo che le procure tentano di decifrare attraverso indagini complesse e cooperazioni rafforzate.
Un altro fermo nel nord del paese
Parallelamente, nel nord della Colombia, un'altra operazione congiunta ha portato alla cattura di un ricercato italiano. Si tratta di Lorenzo Dei Meneghetti, originario di Chioggia, arrestato a Santa Marta dopo tre anni di latitanza. L'uomo, ricercato per traffico di stupefacenti e lesioni personali aggravate, era riuscito a stabilirsi a Ciénaga, dove conduceva una vita apparentemente tranquilla, come documentato anche dalle riprese aeree delle forze di polizia prima del blitz. La sua cattura è il risultato del lavoro coordinato della Polizia Nazionale Colombiana, dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Venezia e dello SCIP, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia dell'Interpol, come successivamente confermato dalla Procura di Venezia.
La rete investigativa internazionale
Questi episodi, sebbene distinti, illustrano l'architettura della cooperazione di polizia che si è andata consolidando negli anni, in uno scenario globale dove la criminalità organizzata ha da tempo superato i confini nazionali. L'utilizzo di unità specializzate e lo scambio sistematico di informazioni si rivelano strumenti indispensabili per contrastare soggetti che sfruttano le distanze geografiche e le differenze giurisdizionali. Le indagini, che proseguono in entrambi i casi, sono ora focalizzate a ricostruire l'esatta entità delle relazioni criminali e a individuare possibili complici, sia in territorio colombiano che in Italia, in un lavoro meticoloso che procede tra fascicoli giudiziari e riscontri investigativi.




