Emirates riprende i voli, ma è una ripartenza a singhiozzo: tre collegamenti garantiti con l’Italia fino a domani
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Redazione Economia
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Il progressivo riassestamento degli spazi aerei in Medio Oriente, dopo giorni di chiusure e deviazioni legate alle operazioni militari congiunte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, consente ora una finestra operativa per i vettori della regione. La compagnia di bandiera di Dubai, Emirates, ha ricominciato a far decollare i suoi aerei, sebbene con un programma ancora lontano dalla normalità: fino a oggi, sabato 7 marzo, il vettore garantirà tre collegamenti con l’Italia, di cui due su Roma Fiumicino e uno su Milano Malpensa, uno snodo cruciale, quest'ultimo, per il traffico merci e passeggeri verso il Nord Italia.
Non si tratta, però, di una ripresa a tappeto. La stessa Emirates ha comunicato che entro la giornata di sabato prevede di operare circa 106 voli giornalieri verso 83 destinazioni, coprendo poco meno del sessanta per cento della propria rete globale, con l’obiettivo – subordinato alla piena riapertura degli spazi aerei e alle valutazioni di sicurezza – di tornare al cento per cento della capacità operativa nei giorni a venire. I numeri, se confrontati con l'operativo standard, testimoniano la cautela con cui si sta muovendo la compagnia. La priorità, come ribadito in una nota ufficiale, è stata data alla gestione dei passeggeri con prenotazioni precedenti, quelli che nei giorni scorsi erano rimasti di fatto bloccati a Dubai o nelle città di partenza; per loro, e solo per loro, è stato chiesto di presentarsi in aeroporto.
Il potenziamento sulle rotte a più alta domanda e la situazione delle altre compagnie
Se per l’Italia il numero di voli resta contenuto, su altri mercati considerati strategici Emirates ha invece scelto di incrementare significativamente le operazioni. Nel Regno Unito, ad esempio, entro oggi saranno operativi undici voli giornalieri suddivisi su cinque aeroporti, un dato che riflette la forte domanda di collegamento tra gli Emirati Arabi e la piazza londinese, ma anche la necessità di smistare un numero consistente di passeggeri in attesa di rientro. Un rafforzamento simile è stato attuato anche sull’India, con ventidue voli giornalieri verso nove scali, a dimostrazione di quanto il subcontinente rappresenti un bacino vitale per il vettore di Dubai.
Non è solo Emirates a tentare di ritrovare una parziale normalità. Anche Etihad Airways, che opera da Abu Dhabi, ha annunciato la ripresa di un programma limitato valido fino al prossimo 19 marzo, includendo nella lista destinazioni europee e asiatiche e confermando, anche in questo caso, un collegamento con Milano Malpensa. La situazione, però, rimane frammentata e soggetta a continui aggiornamenti: Qatar Airways, ad esempio, mantiene ancora sospese le proprie operazioni commerciali a causa della chiusura dello spazio aereo nazionale, limitandosi per ora a organizzare voli di soccorso da Mascate e Riad per i passeggeri rimasti a terra, con un nuovo aggiornamento previsto per la mattinata di oggi.
Le autorità aeroportuali di Dubai, nel frattempo, hanno fatto sapere che nelle ultime ottantaquattro ore sono stati gestiti oltre millecento voli tra Dubai International e Al Maktoum International, con più di cinquecento partenze che hanno offerto centocinquantamila posti in uscita verso oltre ottanta Paesi. Un segnale che, nonostante le difficoltà e la tensione geopolitica che permane nella regione, il sistema sta tentando faticosamente di rimettersi in moto, seppur con tutte le cautele del caso e con la sicurezza, come ripetono ossessivamente tutte le note ufficiali, a fare da unica e vera bussola per le decisioni in sala operativa.




