Il "Volare" di Mariah Carey illumina Milano-Cortina 2026, riscattando il flop del 1985
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Redazione Interno
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L'acuto, cristallino e potente, di Mariah Carey ha squarciato il cielo sopra lo Stadio San Siro, ribattezzato per l'occasione Milano San Siro Olympic Stadium, trasformando l'inno di Domenico Modugno in un momento di pura magia olimpica. La performance della diva, che ha scelto di interpretare "Nel blu dipinto di blu" nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, ha infatti scritto un nuovo capitolo nella storia di una canzone che, nonostante i Grammy e le vendite planetarie, ha conosciuto anche un passato imbarazzo nazionale. Quella di ieri sera non è stata, inaspettatamente, la prima volta che il celebre brano veniva affidato a un cast stellare per un evento di portata internazionale, trovandosi poi a naufragare in modo clamoroso sotto il peso delle aspettative.
L'ombra di un fiasco memorabile
Era il 1985, e l'organizzazione di un grande evento internazionale che si sarebbe tenuto in Italia decise di puntare su un simbolo musicale riconoscibilissimo per celebrare il Paese. Si radunarono quindi alcuni dei migliori e più amati artisti italiani dell'epoca, con l'obiettivo di creare una versione corale e trionfale di "Volare". L'operazione, almeno sulla carta, sembrava impeccabile: un inno alla gioia e alla fratellanza, eseguito dalle voci che dominavano le classifiche. Il risultato finale, tuttavia, fu un fiasco di proporzioni tali da diventare esso stesso parte della cronaca dello spettacolo, un episodio ricordato più per la goffaggine che per l'intento celebrativo, senza che nessuno dei partecipanti riuscisse a salvarlo.
Una cerimonia nel segno delle donne
La regia di Marco Balich ha voluto costruire intorno al momento clou di Carey una narrazione fortemente orientata al talento femminile, conferendo all'intera serata un'impronta precisa. Accanto alla pop star statunitense, si sono infatti esibite o hanno preso parola figure di spicco come Laura Pausini, Cecilia Bartoli e l'attrice Sabrina Impacciatore, mentre Charlize Theron, nel ruolo di ambasciatrice di Pace dell'Onu, ha portato un messaggio di speranza. Una scelta, questa della prevalenza di artiste e donne di scienza e cultura, che ha definito il tono dell'inaugurazione, spostando il focus su una rappresentazione poliedrica e contemporanea.
Il peso di una scelta coraggiosa
Optare per "Volare", considerando il retroscena del 1985, rappresentava quindi una scommessa audace per Mariah Carey e per gli organizzatori. La canzone, sebbene iconica, portava con sé il rischio di un paragone con un momento di palese fallimento collettivo della musica italiana. La decisione della cantante di affrontarla non in una versione pop aggiornata, ma rispettandone l'impianto melodico e cantandone una parte in italiano, ha mostrato un approccio volutamente classico. Il suo intervento, che ha preceduto e seguito anche altre sue hit globali, si è così trasformato in un atto di resilienza artistica, riscattando il brano dall'ombra di quel passato e riconsegnandolo al mondo come un tesoro nazionale, finalmente capace di volare alto in un contesto senza eguali.




