Mariah Carey canta 'Volare' a San Siro, ma a far parlare è il gobbo fonetico
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attesa per la sua esibizione era palpabile, tanto da trasformare il suo ingresso sul palco dello Stadio San Siro in uno dei momenti clou della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Mariah Carey, vestita di un abito cristallino che catturava i riflettori, ha scelto di omaggiare l’Italia con un brano che ne ha segnato la storia musicale, "Nel blu dipinto di blu". La performance, tuttavia, ha riservato un dettaglio inaspettato, divenuto immediatamente il fulcro delle conversazioni sui social network e non solo. La cantante, infatti, ha pronunciato le parole del testo con una precisione insolita per un artista non madrelingua, rivelando poi la ragione di tale accuratezza: un maxischermo posto alle sue spalle che riportava le parole di Modugno non in italiano, bensì trascritte in una forma fonetica anglosassone, un gobbo pensato per guidarne la dizione.
Un escamotage tecnologico che evoca il passato
Quella soluzione, che ha permesso alla voce della Carey di scivolare senza intoppi tra le note di "Volare", non è un espediente nuovo sotto il cielo degli show internazionali. Anzi, rievoca immediatamente un episodio storico della musica italiana, quando, nel 1968, il grande Louis Armstrong si presentò sul palco del Festival di Sanremo per interpretare "Mi Va di Cantare". Anche allora, il trombettista statunitense, soprannominato Satchmo, dovette far ricorso a un supporto cartaceo per ricordare le parole, sebbene la tecnologia dell’epoca si limitasse a rozzi cartelloni manovrati a lato del palco. Il parallelo tra i due casi, separati da decenni e da rivoluzioni tecniche, è inevitabile e dimostra come la sfida di padroneggiare una lingua straniera in diretta rimanga un rompicapo per le star di ogni generazione, risolto oggi con strumenti infinitamente più sofisticati ma dal medesimo scopo pratico.
La performance tra tradizione e spettacolo
Al di là dell’aneddoto sul gobbo, l’esibizione della cantante è stata costruita come un ponte ideale tra le due nazioni, unendo il classico italiano alla sua potenza vocale più riconoscibile. Dopo aver concluso "Volare", infatti, il medley è proseguito con uno dei suoi cavalli di battaglia, "Nothing Is Impossible", brano scelto non a caso per il suo messaggio di perseveranza e forza, temi perfettamente in linea con lo spirito olimpico. L’abbagliante abito bianco, opera dello stilista Fausto Puglisi, completava un quadro di puro spettacolo, pensato per dominare la scena di uno stadio monumentale come San Siro, trasformato per l’occasione in un palcoscenico globale.
Il dibattito spontaneo oltre il palco
Se sul palco tutto è filato liscio, è nel mondo digitale che si è sviluppata la narrazione più vivace. I video che inquadravano il monitor con la trascrizione fonetica hanno infatti iniziato a circolare con rapidità, generando un ampio ventaglio di reazioni. C’è chi ha sottolineato l’intelligenza e la professionalità di un simile accorgimento, finalizzato a garantire il massimo rispetto per la canzone e per il pubblico italiano, e chi, invece, ha colto l’occasione per un commento più leggero sull’originalità della situazione. Questo episodio, al di là delle inevitabili polemiche da social, mette in luce il meticoloso lavoro che si cela dietro a una performance apparentemente semplice, rivelando come anche i più grandi artisti affrontino con umiltà e preparazione le sfide tecniche, soprattutto quando si tratta di rendere omaggio a un patrimonio culturale non proprio.




