L’Atalanta spreca e la Juve punge: a Bergamo decide un ex, finisce 0-1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sempre chi meglio interpreta la partita riesce a raccoglierne i frutti, e il calcio, si sa, è spesso questione di efficacia piuttosto che di possesso palla. È questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata al termine dell’anticipo della trentaduesima giornata di Serie A, disputatosi sul campo del Gewiss Stadium. A passare con il punteggio di 1-0 è stata la Juventus, al termine di una gara che ha visto i padroni di casa collezionare occasioni a ripetizione senza però riuscire a capitalizzarle; al contrario, gli ospiti – pur meno brillanti nella manovra – hanno dimostrato una cinismo esemplare nella fase decisiva. La partita, arbitrata con discreta continuità, è stata decisa da un episodio avvenuto a inizio ripresa, un vero e proprio spartiacque che ha premiato la concretezza dei bianconeri.

La tela di Palladino si stende, ma manca il filo del gol

L’allenatore di casa, Mister Palladino, aveva schierato inizialmente la fotocopia della formazione che aveva trionfato nella trasferta di Lecce; una scelta, questa, che sembrava premiare la continuità. Le uniche novità, di fatto, risiedevano in panchina, dove l’attaccante Scamacca – reduce da un lungo stop – tornava ufficialmente a disposizione del gruppo, mentre il giovane Sulemana restava ai box a causa di un problema al piede sinistro, una forzatura evitata dallo staff medico per non correre rischi. La manovra dell’Atalanta, fluida e ben orchestrata in particolare nei primi novanta minuti, mise subito in difficoltà la retroguardia avversaria. Basti pensare che, nei primi minuti, fu proprio la Dea a colpire un palo con un colpo di testa di Scalvini -1 e a impensierire Di Gregorio con conclusioni insidiose -5; una supremazia territoriale e di tiri (ben 22 contro i soli 7 degli ospiti) che però si infrangeva contro l’imprecisione o le ottime parate del portiere juventino.

L’errore che cambia la sceneggiatura e il gol dell’ex Boga

Proprio quando la gara sembrava avviarsi verso l’intervallo sullo 0-0, complice la difficoltà dei locali nel trovare il varco giusto, la ripresa ha regalato un copione totalmente inaspettato. A inizio secondo tempo, infatti, un’azione sviluppatasi sulla fascia ha visto Holm mettere al centro un cross apparentemente innocuo; un pasticcio difensivo della retroguardia orobica – un clamoroso errore di valutazione del portiere Carnesecchi che è uscito a vuoto sullo sviluppo dell’azione – ha spalancato le porte alla Joya. Il pallone è finito sui piedi di Boga, ex di turno, che non ha avuto difficoltà a depositarlo nella rete vuota. La firma dell’ivoriano, reinventato come falso nueve da Spalletti, rappresenta il suo quarto sigillo in maglia bianconera, un dato che certifica l’intuizione tattica del tecnico toscano. E proprio il gol subito ha scosso l’ambiente nerazzurro, che fino a quel momento aveva cullato il sogno di accorciare in classifica verso la zona Champions.

Le reazioni a caldo e l’inerzia che non si inverte

Nonostante lo svantaggio, l’Atalanta non ha smesso di crederci, spinta anche dall’energia dei suoi sostenitori. Mister Palladino, al termine della sfida, si è detto orgoglioso della prova dei suoi ragazzi, definendola forse la migliore da quando siede sulla panchina bergamasca, sebbene abbia dovuto amaramente constatare che «purtroppo questo è il calcio», accettando il verdetto di un campo che a volte si rivela beffardo. Ai microfoni di Sky, il tecnico ha ribadito la sensazione di ingiustizia percepita da molti, ma senza mai sconfinare nella scusa, limitandosi a sottolineare la grande prestazione offerta dalla propria squadra. Dopo il vantaggio, la partita è entrata in una fase di gestione controllata da parte dei piemontesi, che hanno potuto contare anche sul rientro in campo di Koopmeiners. Il centrocampista olandese, uscito dall’Atalanta nella sessione di calciomercato del 2024, ha fatto il suo ingresso a partita inoltrata ed è stato accolto da una pioggia di fischi da parte del suo vecchio pubblico, un segnale di forte disappunto per la scelta di abbracciare il progetto juventino.

La classifica si fa più corta verso la Champions

Questo successo, sebbene sofferto, consente alla Vecchia Signora di mettere pressione addosso al Como, che era impegnato nel posticipo domenicale contro l’Inter. I bianconeri, giocando d’anticipo, hanno colto l’occasione per portarsi momentaneamente al quarto posto in classifica, approfittando dello stop dei lariani e issandosi a quota 60 punti. Per Spalletti, il cui recente annuncio del rinnovo contrattuale ha dato ulteriore slancio all’ambiente, c’è quindi la soddisfazione di aver centrato un obiettivo fondamentale nella rincorsa alla massima competizione europea. Dall’altra parte, invece, l’Atalanta vede allontanarsi quel treno Champions: ora dista sette punti dalla zona calda della classifica, un gap che rischia di essere pesante in vista del rush finale di campionato. Una serata amara, insomma, per i ragazzi di Palladino: la miglior prestazione da quando è a Bergamo non è bastata a evitare la doccia fredda di un ko che brucia soprattutto per come è maturato.

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