Caos alla stazione di Pisa, manifestanti no guerra bloccano il treno dei militari

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un centinaio di attivisti, se non di più considerando che nel corso delle ore il loro numero è andato aumentando fino a toccare, secondo alcune stime, le duecento unità, ha preso di mira il traffico ferroviario nello scalo centrale di Pisa. L'azione dimostrativa, organizzata da esponenti del movimento No Base e da altri collettivi della sinistra antagonista, si è concretizzata nel tardo pomeriggio di giovedì con l'invasione dei binari, in particolare il terzo e il quarto, e il conseguente blocco di un convoglio merci proveniente da Piombino. Su quel treno, viaggiavano mezzi militari, tra cui jeep e blindati, la cui destinazione finale, verosimilmente teatri di guerra all'estero, non è stata ufficialmente dichiarata, sebbene la protesta traesse origine proprio dall'opposizione al conflitto in corso e al riarmo, con specifici riferimenti, da parte dei manifestanti, alle politiche di Israele e all'amministrazione Trump.

L’occupazione dei binari e la paralisi della circolazione

I dimostranti, sedendosi sui binari e impedendo fisicamente il transito, sono riusciti a fermare la motrice del treno merci, che è rimasta imbottigliata per ore nello scalo ferroviario. La situazione, monitorata costantemente da un nutrito contingente di polizia e carabinieri che ha isolato l'area per prevenire incidenti, è rimasta in stallo per l'intera serata. Solo intorno alle 23.30, dopo lunghe trattative o per una decisione autonoma degli attivisti – i dettagli della dinamica non sono stati resi noti – i manifestanti hanno lasciato la sede ferroviaria, permettendo così alla motrice di sganciare i vagoni e di effettuare le manovre necessarie per invertire la marcia. Il treno, di fatto, è stato costretto a tornare indietro, un esito che è stato accolto con canti di giubilo dai pacifisti ancora presenti sul posto, i quali hanno poi progressivamente abbandonato la stazione.

Ripercussioni per pendolari e viaggiatori

Le conseguenze per la circolazione ferroviaria sono state pesantissime e si sono protratte per diverse ore. Dalle 18.30 in poi, la circolazione è stata completamente sospesa, salvo poi riprendere in maniera molto graduale e parziale a partire dalle 21, quando alcuni treni a lunga percorrenza hanno potuto transitare dai binari dal 7 al 13. Il nodo di Pisa, strategico per le linee nazionali e regionali, ha visto accumularsi ritardi anche superiori alle due ore, con numerosi convogli regionali cancellati e centinaia di pendolari lasciati in attesa di informazioni, spesso fornite in modo frammentario, e alla ricerca di soluzioni di viaggio alternative per far fronte a un blocco improvviso che ha pesato sull'intera utenza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.