Morte di Jean Pormanove, la procura di Nizza indaga su due persone per abusi e torture
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Redazione Esteri
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Un flusso ininterrotto di violenza, durato quasi dodici giorni e trasmesso in diretta su internet, ha portato alla morte dello streamer francese Raphaël Graven, noto ai suoi follower con il pseudonimo di Jean Pormanove. L’uomo, che aveva 46 anni ed era considerato una star su quella piattaforma di live streaming che risponde al nome di Kick, è spirato lunedì scorso nella sua abitazione di Contes, un paese nei pressi di Nizza, al termine di una maratona digitale durata 298 ore.
La procura locale, dopo aver inizialmente parlato di assenza di elementi sospetti, ha disposto l’autopsia sul corpo e ha aperto un’inchiesta per “violenze e maltrattamenti” che vede al momento due persone formalmente indagate, identificate online come NarutoVie e Safine. I due, descritti come amici e complici della vittima, sono accusati di aver sottoposto Graven a un vero e proprio calvario. Secondo quanto emerso, lo avrebbero torturato per giorni con sevizie corporali, umiliazioni estreme e privandolo sistematicamente di cibo e sonno; stando alle ricostruzioni, gli sarebbero state anche somministrate forzatamente sostanze tossiche da ingurgitare, il tutto sotto gli occhi di un pubblico connesso.




