Torture al Beccaria, indagati anche ex direttori e medici: la procura raddoppia il numero di sospettati
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Redazione Interno
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La procura di Milano ha esteso a 42 persone il numero di indagati nell’inchiesta sulle torture nel carcere minorile Cesare Beccaria, avviata nell’aprile del 2024. Se inizialmente le accuse riguardavano soprattutto agenti della polizia penitenziaria, ora il filone investigativo – coordinato dalle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena – ha raggiunto anche gli ex vertici della struttura, medici e infermieri, accusati di aver coperto, o comunque non impedito, violenze sistematiche contro i detenuti, molti dei quali minorenni.
Alle ex direttrici Cosima Buccoliero e Maria Vittoria Menenti, così come alla vicedirettrice ad interim Raffaella Messina, viene contestato il concorso in maltrattamenti per non aver esercitato, secondo gli inquirenti, i "poteri di controllo, vigilanza e coordinamento" necessari a fermare gli abusi. Le indagini rivelano che le aggressioni, spesso legate a motivazioni discriminatorie – come nel caso del giovane insultato con epiteti omofobi mentre chiedeva un calmante – erano talmente diffuse da configurare una prassi consolidata, resa possibile dall’inerzia di chi avrebbe dovuto garantire il rispetto delle regole.
L’incidente probatorio, disposto per preservare le testimonianze chiave, ha permesso di raccogliere dichiarazioni che descrivono un clima di violenza gratuita e umiliazioni, con detenuti picchiati, denigrati e privati di assistenza. Gli operatori sanitari, dal canto loro, sarebbero intervenuti solo superficialmente, evitando di documentare le ferite o di segnalare episodi sospetti, contribuendo così a un meccanismo di silenzio.




