F1, il Giappone chiama: libere a Suzuka tra la voglia di bis di Antonelli e le scelte della Ferrari
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Redazione Sport
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La Formula 1 interrompe la breve pausa post-Cina per tuffarsi nella notte giapponese, con il circuito di Suzuka che apre i battenti per il terzo appuntamento del mondiale. Si riparte dalla doppietta firmata Mercedes a Shanghai, quella che ha regalato ad Andrea Kimi Antonelli il primo storico trionfo in carriera, un successo che ha confermato le buone indicazioni già viste in Australia nonostante una Ferrari rimasta a guardare, costretta a inseguire. L’appuntamento nipponico, in programma da venerdì 27 a domenica 29 marzo, rappresenta per il giovane bolognese la prima occasione per cercare la ripetizione immediata su un tracciato, quello a forma di otto, che respira storia e che lo vide protagonista già lo scorso anno.
La due giorni di prove libere, che scatteranno nella notte tra giovedì e venerdì con le prime due sessioni, servirà a tracciare le gerarchie in pista dopo le prime due tappe. Se da un lato la Mercedes arriva con il vento in poppa, dall’altro la Ferrari si presenta a Suzuka con una scelta tecnica che ha suscitato non poco interesse. La scuderia di Maranello ha portato con sé i componenti per l’ala posteriore ribaltabile, ribattezzata “Macarena”, ma ha optato per non montarla sulle SF-26 nel corso del weekend. Nei box, sebbene fossero presenti i ricambi necessari per allestire due monoposto, la decisione è stata quella di non introdurre i profili mobili, lasciando quindi la vettura sostanzialmente invariata rispetto alle uscite precedenti.
L’incognita sviluppo e il nuovo ordine in pista
La scelta di non utilizzare l’ala sperimentale, che in Cina era apparsa solo per pochi giri nelle libere, sembra essere dettata da un cambio di programmazione più ampio. La cancellazione dei Gran Premio del Bahrain e dell’Arabia Saudita, inizialmente previsti nel calendario, ha di fatto stravolto i piani di sviluppo che erano stati deliberati dal direttore tecnico dell’area telaio, Loic Serra, costringendo il team a riconsiderare le tempistiche di introduzione delle novità. Per questo terzo appuntamento, quindi, l’attenzione si concentrerà maggiormente sulla messa a punto delle vetture piuttosto che sull’introduzione di componenti rivoluzionarie, con l’obiettivo di raccogliere dati preziosi in vista della lunga pausa che seguirà il Giappone.
A tenere banco, oltre alle dinamiche tecniche, sarà la condizione psicologica dei piloti. Se per Antonelli la trasferta orientale rappresenta un banco di prova da leader dopo l’exploit di Shanghai, per Lewis Hamilton il ritorno a Suzuka è l’occasione per capitalizzare il primo podio ottenuto con la Rossa proprio in Cina. Il sette volte campione del mondo, che proprio su questo circuito ha scritto pagine importanti della sua carriera, cercherà di confermare i progressi mostrati nelle qualifiche e nella Sprint asiatica, dove il feeling con la vettura sembra essere cresciuto rispetto al difficile esordio australiano.
Programma e aspettative per il round nipponico
Il weekend seguirà il format classico, con le prime due sessioni di prove libere in programma nella notte italiana. Gli orari, come di consueto per il Giappone, impongono un’agenda notturna per gli appassionati: si comincia con la prima sessione (FP1) nella notte tra giovedì e venerdì, seguita dalla seconda (FP2) nelle prime ore del mattino. L’assetto del tracciato di Suzuka, con le sue curve veloci e la famosa sequenza a “S”, rappresenta un test cruciale per la bontà dei progetti tecnici, spesso rivelando i punti deboli delle monoposto che sui tracciati cittadini o atipici possono passare inosservati.
Il clima nel paddock è di attesa per capire se la Mercedes riuscirà a bissare il risultato di squadra ottenuto in Cina, oppure se la Ferrari, forte del podio di Hamilton, riuscirà a trovare quel salto di qualità che finora è mancato sul passo gara. La doppietta delle Frecce d’Argento a Shanghai aveva già replicato il risultato dell’esordio a Melbourne, a testimonianza di un avvio di stagione solido per la scuderia tedesca. Per la Rossa, invece, Suzuka diventa un banco di prova fondamentale per capire se le difficoltà riscontrate nella gestione delle gomme nelle prime due uscite siano state un incidente di percorso o un limite strutturale su cui è necessario intervenire con urgenza.




