La frase di Concita Borrelli a “Porta a Porta”: «In ognuno di noi c’è lo stupro» e la bufera che ne è seguita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La trasmissione “Porta a Porta”, da sempre abituata a navigare nelle acque talvolta torbide dell’attualità e del pettegolezzo giudiziario, ha toccato ieri sera un nuovo, e per molti versi discutibile, primato di ascolti mediatici. Nel corso di una puntata – l’ennesima – dedicata al freddo caso di Garlasco e al profilo del nuovo indagato Andrea Sempio, la giornalista e opinionista fissa Concita Borrelli ha pronunciato una frase che, nel giro di poche ore, ha scatenato una reazione a catena destinata a travalicare i confini del semplice dibattito televisivo. Intervenendo sulla sfera psicologica e sessuale degli individui, Borrelli ha infatti sostenuto una tesi a dir poco destabilizzante: «Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi – ha esordito, quasi a voler mettere le mani avanti sulla durezza di quanto stava per affermare – dico una cosa terribile, forte: c’è lo stupro». Non contenta, ha aggiunto che esiste «qualcuno che ti prende o tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell’immaginazione», specificando che questo sentimento, o pulsione che dir si voglia, lo possediamo tutti, senza distinzione tra «santi, bigotti o assassini». A fare da contraltare immediato a queste parole, sebbene in collegamento, la giallista Elisabetta Cametti, la quale ha mostrato il proprio dissenso scuotendo ripetutamente il capo in segno di distanza.

La reazione della politica e le scuse annunciate

Se il web, come prevedibile, si è infiammato in pochissimi minuti trasformando l’uscita della Borrelli in un caso nazionale, è stata però la reazione dei vertici politici a dare la vera scossa a Viale Mazzini. I membri del Partito Democratico in seno alla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai non hanno usato mezzi termini per definire l’accaduto, parlando apertamente di dichiarazioni «scandalose e gravissime». Secondo i dem, che hanno chiesto un intervento tempestivo, parole del genere non solo banalizzano un crimine efferato come la violenza sessuale, ma risultano profondamente offensive verso la generalità delle vittime di abusi, oltre che verso tutte le donne. Sotto la pressione mediatica e politica, la macchina aziendale si è mossa rapidamente. Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, ha fatto sapere di essersi «prontamente attivato per avviare le verifiche», invitando la redazione del programma a fornire chiarimenti urgenti sulla vicenda.

Il silenzio di Vespa e la difesa della giornalista

Nel mirino delle critiche, insieme alla stessa Borrelli, è finito anche il conduttore Bruno Vespa. Molti osservatori, così come i rappresentanti del Pd, hanno sottolineato come Vespa abbia lasciato scorrere il monologo della sua ospite senza intervenire, senza un cenno di interruzione o, quantomeno, senza provare a istituire un contraddittorio immediato in grado di mitigare la portata di quanto appena affermato in diretta. Un silenzio, quello del decano del giornalismo televisivo, che è stato interpretato da più parti come una forma di complicità o, nella migliore delle ipotesi, come una grave mancanza di reattività. Eppure, nonostante l’evidente malcontento anche all’interno della stessa redazione – che si è detta «rammaricata per quanto accaduto» – Borrelli ha inizialmente difeso la sua posizione sui social, accusando i critici di ipocrisia e specificando che, nel suo discorso, il termine “sogno” andava inteso come fantasia e non come auspicio.

Le verifiche interne e la replica in onda

Mentre il caso monta e rischia di intaccare la credibilità del programma di punta della prima rete, la macchina delle scuse si è messa in moto quasi in automatico. È stato lo stesso conduttore a confermare, all’Ansa, che provvederà personalmente a chiedere scusa al pubblico nella puntata in programma martedì prossimo. Un gesto, il suo, che arriva dopo la richiesta formale dei parlamentari, i quali avevano chiesto non solo un intervento della giornalista, ma una presa di posizione ufficiale anche da parte di chi conduce. E a proposito della Borrelli, la redazione ha garantito che anche lei seguirà l’esempio di Vespa, scusandosi nel corso della stessa trasmissione. Nonostante l’intenzione di chiudere la ferita, però, restano sul tavolo le verifiche avviate da Corsini: un’istruttoria interna che potrebbe portare a valutazioni più severe, considerando anche un precedente citato dal consigliere Rai Roberto Natale, quando la stessa opinionista si era dichiarata in possesso di un “radar” per riconoscere l’omosessualità in un altro contesto televisivo.

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