Oro e argento in rally, mentre i mercati guardano al confronto con gli anni settanta
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Redazione Economia
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I mercati dei metalli preziosi hanno inaugurato il nuovo anno proseguendo senza sosta la robusta tendenza rialzista che li ha contraddistinti nel 2025, in un contesto globale dove la ricerca di asset rifugio non accenna a placarsi. Le quotazioni dell'oro, che hanno toccato livelli prossimi ai 4.374 dollari per oncia nelle contrattazioni londinesi, e quelle dell'argento, in volata fino a sfiorare gli 82 dollari, traggono forza dalla congiunzione di elementi finanziari e tensioni internazionali, spingendo molti analisti a tracciare parallelismi storici di notevole impatto. Un'analisi grafica, in particolare, mette in relazione l'andamento attuale con il cosiddetto "super ciclo" registrato negli anni settanta, evidenziando come entrambe le fasi – quella storica, rappresentata da una linea verde, e l'attuale, tracciata in giallo a partire dal 1999 – condividano una simile architettura di mercato: una prolungata fase di accumulo, infatti, è stata in entrambi i casi il preludio a una salita progressiva e apparentemente solida.
I driver del rialzo e la dinamica del rapporto bimetallico
La debolezza del dollaro, unita a persistenti rischi geopolitici, costituisce il vento in poppa principale per questo rally, il quale si inserisce in un più ampio movimento positivo che interessa gran parte delle materie prime. Questa concomitanza di fattori, che include anche le preoccupazioni legate all'offerta e le particolari dinamiche della crescita economica mondiale, ha alimentato i mercati per tutto lo scorso anno e prosegue nel 2026, suggerendo una continuità di fondo nelle strategie d'investimento. La corsa dell'argento, in particolare, ha mostrato un'impennata tale da modificare sensibilmente gli equilibri tradizionali con l'oro: il rapporto tra i due metalli, che misura quante once d'argento servono per acquistare un'oncia d'oro, si è infatti contratto verso l'area di 60, dopo essere rimasto stabilmente vicino a 90, segnalando una performance relativamente più vigorosa del metallo grigio.
Il contesto storico e le prospettive immediate
Sebbene ogni ciclo di mercato abbia le sue peculiarità, la somiglianza nella struttura del movimento con quello di cinque decenni fa offre spunti di riflessione non trascurabili per gli operatori, i quali si interrogano sulla potenziale durata e intensità di questa fase ascendente. La divergenza nelle performance di chiusura del 2025 tra oro e argento, del resto, ha già improntato di sé l'inizio del nuovo anno, delineando scenari d'investimento differenziati all'interno dello stesso settore. L'argento, dopo aver infranto record storici, sembra mostrare una propensione al rialzo che molti non si aspettavano, pronta a sorprendere ulteriormente i listini finanziari.
Il quadro generale delle commodities
Il primo giorno di negoziazione del 2026, del resto, è stato caratterizzato da un'espansione generalizzata dei prezzi delle risorse prime, confermando un clima di vivace ottimismo per la categoria. Questo slancio iniziale, percepito come la diretta conseguenza di un mix di elementi già noti, sembra destinato a perpetuare una condizione di forza per metalli preziosi e altre commodities, in un ambiente economico che continua a premiare gli asset tangibili. La domanda di sicurezza, insieme alla ricerca di rendimento in uno scenario incerto, rimane quindi il motore principale di un mercato che osserva il passato per cercare di interpretare il presente.




