Oro verso nuovi massimi, mentre i mercati guardano al confronto con il superciclo degli anni '70

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I metalli preziosi, trainando con sé un ampio paniere di materie prime, hanno aperto il primo giorno di contrattazioni del 2026 all'insegna di un vigoroso rally, che non accenna a esaurire la spinta propulsiva ereditata dall'anno precedente. L'oro, in particolare, dopo aver toccato un picco intorno ai 4.402 dollari per oncia nelle prime ore di negoziazione, si è stabilizzato su livelli prossimi ai 4.313 dollari, un movimento che gli analisti interpretano come una pausa di consolidamento in un trend chiaramente ascendente. Questo slancio, del resto, poggia su fondamentali robusti, poiché è alimentato contemporaneamente dalle attese di un allentamento della politica monetaria della Federal Reserve e da una domanda di beni rifugio che le persistenti frizioni geopolitiche rendono tutt'altro che occasionale.

Il parallelo storico che cattura l'attenzione degli operatori

Ciò che sta sollevando un dibattito particolarmente acceso tra gli studiosi dei mercati, tuttavia, è il sorprendente parallelismo tra l'andamento attuale delle quotazioni e quello registrato durante il cosiddetto superciclo degli anni Settanta. La sovrapposizione grafica tra i due periodi, infatti, mostra una struttura evolutiva quasi speculare: una fase di accumulo particolarmente prolungata, caratterizzata da movimenti laterali e da una paziente costruzione della base, è stata seguita in entrambi i casi da un'accelerazione progressiva e poi esponenziale dei prezzi. Se il ciclo avviato nel 1999, rappresentato in giallo, continuerà a ricalcare la traiettoria di quello storico, contrassegnato dalla linea verde tra il 1970 e il 1980, lo scenario per i prossimi anni potrebbe riservare ulteriori, significative sorprese al rialzo.

L'argento corre e comprime il rapporto con il metallo giallo

A marcare ancor più nettamente l'inizio dell'anno, contribuendo a disegnare un quadro complessivo di forte dinamismo per l'intero settore, è stata la performance dell'argento. Il metallo grigio, dopo aver chiuso il 2025 con un balzo che lo ha portato a sfiorare la soglia degli 82 dollari per oncia, prosegue la sua corsa, mantenendo una volatilità che spesso ne accompagna le fasi rialziste più intense. Questa rimonta ha prodotto un effetto tecnico di grande interesse, comprimendo il rapporto oro-argento verso l'area di 60, dopo che per diverso tempo si era mantenuto su un equilibrio prossimo a 90. Un simile riallineamento, che alcuni interpretano come un segnale di forza intrinseca dell'argento, offre nuovi spunti di riflessione per chi valuta le opportunità di investimento in questo mercato.

Le dinamiche di fondo che sostengono il rally

La concomitanza di diversi fattori, d'altronde, sembra destinata a fornire ossigeno al rally nei mesi a venire. Oltre alla citata attesa per i tagli dei tassi d'interesse negli Stati Unati, una mossa che rende le attività non fruttifere come l'oro più appetibili, e alla ricerca di protezione dai rischi geopolitici, gli osservatori sottolineano come le tensioni sull'offerta di molte risorse e le peculiari dinamiche della crescita economica globale stiano creando un terreno fertile per le materie prime in generale. Una combinazione di elementi, questi, che ha già caratterizzato l'intero 2025 e che, secondo le previsioni più diffuse, continuerà a influenzare le contrattazioni anche durante il nuovo anno, sostenendo i prezzi di oro, argento e di una vasta gamma di commodities.

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