Oro e argento, la prima settimana di rialzo da maggio grazie all'effetto Fed
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Redazione Economia
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Il ridimensionamento delle attese degli investitori su un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, previsto per il prossimo settembre, ha interrotto un periodo di flessione che durava ormai da settimane. Il metallo giallo ha chiuso la prima settimana in positivo da fine maggio, con un prezzo che si è portato a 4.182 dollari l'oncia, segnando un incremento del 2,3% nell'arco dei sette giorni.
Un rimbalzo che assume un peso particolare se si considera che, fino a pochi giorni prima, i prezzi avevano subito la pressione del rally del dollaro, un fenomeno che aveva riportato il cambio euro-dollaro su livelli che non si registravano da marzo 2025.
A innescare questo cambio di passo è stato il report sull'occupazione statunitense di giugno, che ha evidenziato un rallentamento delle assunzioni, e il contemporaneo calo dei prezzi energetici.
Questi fattori hanno spinto gli operatori a ridurre le scommesse su un ulteriore inasprimento della politica monetaria, un elemento che tradizionalmente rappresenta un vento contrario per gli asset non remunerativi come l'oro. La probabilità di un rialzo dei tassi di un quarto di punto a settembre, secondo quanto riportato da Cnbc, è scesa al 53,5%, un dato significativamente inferiore rispetto al 65% della settimana precedente.
Il ruolo del dollaro e delle attese di mercato
La forza del biglietto verde, che aveva messo in difficoltà i metalli preziosi portando l'oro a ritracciare sotto la soglia psicologica dei 4.000 dollari l'oncia, sembra dunque essersi attenuata. Analisti di primarie istituzioni finanziarie avevano notato come il recente apprezzamento del dollaro, insieme al debutto di grandi Ipo nel settore dell'intelligenza artificiale, avesse portato a una profonda revisione dei portafogli, a discapito delle commodity.
Ora, la prospettiva di una Fed meno aggressiva ha invertito questa tendenza, favorendo un ritorno di interesse verso il metallo giallo e l'argento.
Le dinamiche dell'argento e le prospettive
Se l'oro beneficia principalmente dei fattori monetari, l'argento ha mostrato una reazione ancora più vivace, forte anche della sua componente industriale. La domanda proveniente da settori come il fotovoltaico, l'elettronica e l'automotive continua a rappresentare un elemento di sostegno strutturale per il metallo bianco, che in questa fase di ripresa ha amplificato i guadagni.
Mentre il mercato digerisce i nuovi dati macroeconomici e le comunicazioni della banca centrale americana, gli operatori attendono ora i verbali dell'FOMC per valutare il grado di divisione interna sul percorso dei tassi, consapevoli che il prossimo dato sull'inflazione potrebbe rappresentare un nuovo banco di prova per la tenuta del rally.




