Alcolock al via in Italia, tra costi fino a duemila euro e i primi nodi sulle auto compatibili
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Redazione Interno
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Da oggi, lunedì 24 febbraio, l’alcolock diventa una realtà operativa sulle strade italiane. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo una fase di attesa lunga quindici mesi dall'entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, ha infatti pubblicato sul Portale dell’Automobilista gli elenchi definitivi che sbloccano la misura: al loro interno si trovano i dispositivi omologati, l'indicazione delle officine abilitate all'installazione e, aspetto tutt'altro che secondario, i modelli di veicoli sui quali questo strumento può essere effettivamente montato. Si tratta di un passaggio burocratico essenziale, che trasforma una previsione normativa in un obbligo concreto per chi ha violato le regole sulla guida in stato di ebbrezza.
Il meccanismo e i destinatari dell'obbligo
L'apparato, che si collega alla centralina del veicolo, funziona come un etilometro integrato: prima che il motore possa essere avviato, il conducente deve soffiare in un boccaglio monouso; se il tasso alcolemico rilevato è superiore a zero, l'accensione viene inibita automaticamente. La norma, come previsto dalla legge, si applica a coloro che sono stati condannati per guida con un tasso superiore a 0,8 grammi per litro, i quali, una volta trascorso il periodo di sospensione della patente, potranno tornare al volante solo a bordo di autovetture equipaggiate con questo sistema. Per chi invece viene sorpreso con valori oltre 1,5 g/l, la durata dell'installazione obbligatoria si estende fino a tre anni. Ogni tentativo di eludere il dispositivo, manomettendo i sigilli o manutenendolo in modo non conforme, è severamente vietato e comporterebbe conseguenze penali ulteriori.
La stangata per i conducenti e il problema dell'anzianità del parco auto
Se l'obiettivo dichiarato del legislatore è quello di aumentare la sicurezza stradale, a sollevare più di una perplessità è invece l'impatto economico che ricade interamente sulle spalle dei trasgressori. Secondo le stime raccolte tra le associazioni di categoria come Federcarrozzieri, il costo di acquisto e installazione del dispositivo si aggira mediamente attorno ai duemila euro, una cifra che non rappresenta comunque l'esborso definitivo. A questa spesa iniziale, infatti, si aggiungono quelle per la manutenzione periodica, per le tarature obbligatorie e per l'acquisto continuo dei boccagli monouso, necessari ogni qualvolta si utilizza il veicolo. Un aggravio non da poco, che rischia di pesare in modo particolare sulle situazioni economiche più fragili. Ma non è solo una questione di costi diretti. L'associazione dei carrozzieri, come riportato da fonti di stampa, ha puntato il dito contro un limite strutturale del provvedimento: l'età media delle auto in circolazione in Italia, che si attesta sui tredici anni, rende tecnicamente impossibile, o estremamente complessa, l'integrazione dell'alcolock su una parte consistente del parco circolante. Modelli datati, con impianti elettrici e centraline non predisposte, potrebbero rivelarsi incompatibili, creando un paradosso per cui un automobilista recidivo, pur volendosi adeguare, non possa farlo sulla propria vettura.




