Foggia, nuovi roghi nei Monti Dauni: notte di fuoco tra Alberona e il Gargano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c'è tregua per i boschi dei Monti Dauni, ancora una volta avvolti dalle fiamme in una notte che ha messo a dura prova il sistema antincendio della provincia di Foggia. A distanza di poche ore dal momentaneo spegnimento, il fuoco è tornato a divorare la vegetazione attorno ad Alberona, il piccolo borgo di poco più di ottocento abitanti che si trova a ridosso delle pendici del Monte Stilla.

Il rogo, divampato per la prima volta quattro giorni fa, ha ripreso vigore durante la notte, alimentato da un forte vento che ha soffiato senza sosta e da settimane di siccità estrema che hanno reso il sottobosco una polveriera pronta a incendiarsi al minimo innesco.

L'incendio ad Alberona e il Monte Pagliarone

La situazione più critica resta quella che riguarda il territorio di Alberona, dove le fiamme stanno minacciando un'ampia porzione di bosco situata a circa mille metri di altitudine. Secondo le prime ricostruzioni, il nuovo fronte di fuoco si è sviluppato nella zona del Monte Pagliarone, dove il vento ha riattivato gli incendi del sottobosco che sembravano ormai sotto controllo. I vigili del fuoco, che non hanno mai abbandonato il presidio nelle ore precedenti, si sono trovati a gestire un'improvvisa recrudescenza delle fiamme che ha richiesto un immediato rafforzamento delle squadre a terra.

Il direttore operazioni di spegnimento di Foggia si sta recando personalmente sul posto per coordinare le operazioni, in attesa dell'arrivo dei mezzi aerei, i canadair, il cui intervento potrebbe rivelarsi decisivo per arginare l'avanzata del fuoco in una zona impervia e di difficile accesso per i mezzi terrestri.

Notte di roghi dal Gargano ai Monti Dauni

Non solo Alberona, perché la mappa degli incendi che hanno interessato la Capitanata durante la notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto si estende a macchia di leopardo dal Gargano fino all'entroterra dei Monti Dauni. Nel comprensorio tra Vieste e Peschici, sul promontorio garganico, le squadre del 115 sono state impegnate per ore a fronteggiare un incendio boschivo che ha minacciato il boschetto che costeggia quelle località turistiche, già affollate nel pieno della stagione estiva.

Le fiamme, in quell'area, hanno richiesto l'impiego continuo di tutte le squadre di vigili del fuoco dislocate sul territorio, costringendo i residenti e i turisti a seguire con apprensione l'evolversi di una situazione che per diverse ore è apparsa fuori controllo. Oltre ai roghi boschivi, nel corso della stessa notte si sono registrati anche incendi di interfaccia in varie zone della provincia, ovvero quei fronti di fuoco che si sviluppano a ridosso delle aree urbanizzate, aumentando il rischio per le abitazioni e le infrastrutture.

L'intervento a Sant'Agata di Puglia

Un altro fronte caldo si è aperto a Sant'Agata di Puglia, comune situato nell'area dei Monti Dauni, dove il fuoco ha lambito ampie zone boscose innescando un incendio di vaste proporzioni. Sul posto si sta recando il direttore operazioni di spegnimento del Distaccamento di Vico del Gargano, che ha ricevuto il rinforzo della squadra proveniente da Cerignola, mobilitata per supportare le operazioni di spegnimento in una zona che presenta caratteristiche orografiche particolarmente complesse.

Le squadre sono al lavoro da diverse ore e stanno cercando di circoscrivere le fiamme prima che queste possano raggiungere aree più vicine al centro abitato, con l'obiettivo di proteggere sia la popolazione che il patrimonio naturalistico di un'area tra le più suggestive dal punto di vista paesaggistico dell'intera Puglia. La massiccia presenza di mezzi e uomini sul territorio testimonia la gravità di una situazione che, complice il perdurare di condizioni climatiche avverse, non accenna a migliorare.

Un'estate di siccità e vento che alimenta i roghi

La recrudescenza degli incendi nel Foggiano, con il susseguirsi di roghi che hanno interessato sia il Gargano che i Monti Dauni, trova una delle sue principali concause nella prolungata siccità che ha colpito la regione nelle ultime settimane, rendendo la vegetazione secca e altamente infiammabile. A questo si aggiunge l'azione del vento, che soffia con intensità e cambi di direzione improvvisi, rendendo estremamente difficili le manovre di spegnimento e favorendo il propagarsi delle fiamme da un versante all'altro.

I vigili del fuoco, supportati dalle squadre della protezione civile e dalle forze dell'ordine, stanno operando senza sosta per contenere i danni e proteggere le comunità locali, in una corsa contro il tempo che vede contrapposte l'efficienza dei dispositivi antincendio e la furia di un elemento naturale che in questi giorni sta mettendo a dura prova l'intero sistema di prevenzione e intervento della provincia.

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