Incendio a Vedriano, fiamme sotto controllo ma continuano i sopralluoghi e le bonifiche
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Redazione Interno
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Proseguono senza sosta, per il terzo giorno consecutivo, le operazioni di spegnimento e bonifica dell'incendio boschivo che giovedì 6 agosto, verso le 18, ha interessato la località Vedriano, nel comune di Canossa, sull'Appennino reggiano. Un rogo di vaste proporzioni, originato con ogni probabilità da un fulmine abbattutosi durante un temporale, che ha costretto gli operatori della protezione civile e i vigili del fuoco a un lavoro incessante in un'area particolarmente impervia e di difficile accesso.
Le fiamme, alimentate dalla vegetazione secca e dalle condizioni meteorologiche dei giorni scorsi, hanno raggiunto un'estensione stimata in circa 100 ettari di bosco, richiedendo l'intervento di rinforzi da più comandi provinciali per arginare i fronti più critici.
Il dispositivo di spegnimento e il miglioramento della situazione
La situazione, secondo quanto fa sapere il Comune di Canossa, è in netto miglioramento rispetto ai picchi di emergenza dei primi giorni, sebbene l'attività di monitoraggio prosegua costantemente per scongiurare eventuali riaccensioni o la ripresa delle fiamme in zone ancora calde.
Le squadre dei vigili del fuoco, supportate dai numerosi volontari della Protezione civile, stanno operando con un dispiegamento di forze notevole, che vede impegnate cinque squadre operative, di cui due giunte in rinforzo rispettivamente dai comandi di Bologna e Parma, a cui si aggiungono gli uomini provenienti da Piacenza e Modena.
L'utilizzo di mezzi aerei, tra cui i Canadair e i droni per la ricognizione termica, si è rivelato fondamentale per avere una visione d'insieme del fronte del fuoco e per indirizzare con precisione le operazioni di spegnimento nelle aree più inaccessibili, dove l'intervento da terra risulta particolarmente difficoltoso e rischioso per gli operatori.
L'evacuazione precauzionale e le operazioni di bonifica
In via precauzionale, nelle prime fasi dell'emergenza, era stata disposta l'evacuazione di una decina di persone dalle proprie abitazioni situate nelle vicinanze del fronte delle fiamme, per garantire l'incolumità dei residenti e consentire ai soccorritori di lavorare in condizioni di massima sicurezza.
Gli sfollati, che avevano trovato temporaneo rifugio presso parenti o in strutture messe a disposizione dall'amministrazione comunale, hanno potuto fare ritorno alle loro case non appena la pericolosità dell'incendio è diminuita, sebbene le operazioni di bonifica del territorio e la messa in sicurezza delle aree percorse dal fuoco richiederanno ancora diverse ore di lavoro.
La colonna di fumo, ben visibile per chilometri nella vallata, ha destato preoccupazione tra la popolazione locale, ma i vigili del fuoco hanno garantito il costante presidio delle zone critiche, con particolare attenzione ai margini del bosco e alle interfacce con le aree coltivate e gli edifici sparsi sul territorio, per evitare che il vento potesse spostare le fiamme verso centri abitati o infrastrutture.
Le sfide operative in area impervia e i rinforzi dai comandi limitrofi
La conformazione del territorio, caratterizzato da pendii scoscesi e fitta vegetazione, ha reso le operazioni di spegnimento particolarmente complesse, costringendo i vigili del fuoco a un dispendioso lavoro di apertura di varchi e fasce tagliafuoco per isolare l'incendio e impedirne l'espansione verso le aree boschive limitrofe.
L'intervento coordinato delle squadre a terra, coadiuvato dal supporto aereo costante nelle ore diurne, ha consentito tuttavia di circoscrivere il rogo e di ridurne progressivamente l'intensità, fino a portare la situazione sotto controllo nella notte tra venerdì e sabato. I vigili del fuoco rimarranno operativi sull'area per tutto l'arco della giornata per completare le operazioni di bonifica e per monitorare eventuali focolai residui che potrebbero riattivarsi a causa del calore accumulato nel sottobosco e nei tronchi degli alberi caduti.
Le immagini e i video diffusi dagli stessi vigili del fuoco mostrano la vastità dell'area interessata e la difficoltà delle operazioni, che hanno visto gli uomini in tuta anti-fiamma lavorare in condizioni di estrema fatica e pericolo, con il supporto logistico dei volontari della protezione civile per i rifornimenti e l'assistenza sul campo.
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