Incendio a Miane, il lago in secca blocca il Canadair. Fiamme monitorate tutta la notte
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Redazione Interno
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Le operazioni di spegnimento del vasto incendio boschivo divampato nel pomeriggio di martedì 11 agosto sui monti sopra Miane, in provincia di Treviso, si sono scontrate con un ostacolo inaspettato e determinato dalla siccità che da settimane sta mettendo a dura prova i bacini idrici del Veneto. Il lago di Santa Croce, infatti, presenta un livello dell'acqua talmente basso da aver reso impossibile il rifornimento del Canadair dei Vigili del Fuoco, giunto da Genova con la speranza di fornire un supporto determinante alle squadre già impegnate a terra e con i mezzi aerei.
Il velivolo, che avrebbe potuto trasportare oltre sei tonnellate d'acqua per singolo volo, una capacità di carico che lo rende uno strumento fondamentale in situazioni di questo tipo, non è riuscito a effettuare le operazioni di pescaggio necessarie ed è stato costretto a fare rientro alla base senza aver potuto effettuare alcuno sgancio sul fronte delle fiamme.
Un fronte di mezzo chilometro e la difficoltà dei mezzi terra
L'allarme è scattato intorno alle 14 di quel pomeriggio, quando una colonna di fumo di colore tendenzialmente bianco, visibile a chilometri di distanza, ha segnalato la presenza di un rogo di notevoli dimensioni in una zona montuosa impervia, localizzata in un primo momento in località Pianezze. Le fiamme si stanno propagando rapidamente e, stando alle prime ricostruzioni, il fronte dell'incendio avrebbe già superato i 500 metri, una lunghezza che alimenta la preoccupazione tra i soccorritori e che rende ancor più complesse le operazioni di contenimento e spegnimento.
La principale difficoltà per i vigili del fuoco del 115, come per gli altri operatori intervenuti, risiede proprio nell'orografia del luogo: l'area interessata dall'incendio è impervia e poco accessibile ai mezzi di terra, il che ha reso necessario sin da subito il ricorso ai mezzi aerei per cercare di arginare l'avanzata delle fiamme.
L'elicottero della Regione e il presidio notturno
Per tutto il pomeriggio, quindi, le operazioni di spegnimento sono state condotte principalmente dall'elicottero della Protezione civile regionale, che ha effettuato la spola tra il versante in fiamme e le aree di approvvigionamento per caricare l'acqua, svolgendo un lavoro incessante e tamponando l'emergenza in attesa del supporto del Canadair. Tuttavia, come detto, l'arrivo del velivolo non ha portato i risultati sperati a causa del livello del lago di Santa Croce, costringendo i Vigili del Fuoco a interrompere l'operazione e a riprogrammare gli interventi.
A quel punto, l'elicottero della Regione ha effettuato il suo ultimo volo intorno alle 19.45, lasciando il campo a un'attività di monitoraggio che si è protratta per tutta la notte. Sul posto sono rimasti operativi il personale dell'Antincendio Boschivo e la Protezione civile regionale, che hanno seguito l'evoluzione del rogo dalla sede dell'associazione Valsana, pronti a intervenire in caso di peggioramento della situazione e a coordinare la ripresa delle operazioni prevista per l'alba del giorno successivo.
Le indagini e le operazioni in corso
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco e ai volontari dell'antincendio boschivo, sono intervenuti anche i carabinieri forestali di Valdobbiadene, che hanno il compito di accertare le cause che hanno generato le fiamme. Al momento, non è stata esclusa alcuna pista, né quella legata a cause naturali, come le temperature particolarmente elevate e la siccità che hanno reso la vegetazione estremamente infiammabile, né quella dolosa, che non viene al momento scartata dagli inquirenti. A presidiare e seguire le operazioni da vicino c'è anche il sindaco di Miane, Moreno Guizzo.
L'intervento più massiccio è stato programmato per la mattina successiva, mercoledì 12 agosto, quando dalle ore 7 è previsto il nuovo decollo del Canadair, che si spera possa finalmente operare, e dell'elicottero regionale, mentre le squadre a terra tenteranno nuovamente di raggiungere il fronte del fuoco per proseguire le operazioni di contenimento e bonifica.
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