Devastante incendio sul Garda, la spola dei Canadair tra lago e montagna per spegnere le fiamme a Tignale
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Redazione Interno
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Un vasto e devastante incendio boschivo, divampato nella tarda serata di venerdì 7 agosto, sta tenendo in apprensione l'Alto Garda bresciano. Le fiamme, che si sono sviluppate nelle vicinanze dell'abitato di Olzano, nel territorio comunale di Tignale, hanno costretto le autorità a disporre l'evacuazione precauzionale di circa duecento persone tra residenti e turisti, allontanati dalle proprie abitazioni e da alcune strutture ricettive.
L'enorme colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, ha reso immediatamente chiara la gravità della situazione, spingendo i soccorritori a mettere in campo un imponente dispositivo di spegnimento che ha visto impegnati numerosi mezzi aerei e squadre a terra.
L'allarme e le operazioni di evacuazione nella notte
L'allarme è scattato intorno alle 21:00 di venerdì, quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi rapidamente in una zona boschiva caratterizzata da vegetazione resinosa e resa estremamente secca dalla prolungata siccità e dalle alte temperature delle ultime settimane. La presenza di vento, che ha soffiato con raffiche fino a 40 chilometri orari, ha ulteriormente complicato le operazioni, alimentando il fronte del fuoco e rendendo difficili le manovre di contenimento.
Di fronte a questa minaccia, il sindaco di Tignale, Daniele Bonassi, ha coordinato personalmente l'emergenza, supportato dai tecnici comunali, mentre le forze dell'ordine e i volontari della protezione civile effettuavano controlli porta a porta per verificare la presenza di persone nelle seconde case e nelle strutture turistiche, molte delle quali occupate da vacanzieri stranieri.
Nel corso della notte è stato evacuato il residence La Forca e diverse case vacanza, con un numero complessivo di sfollati che le stime hanno indicato in circa 200 unità. Non si registrano, per fortuna, feriti tra la popolazione, un aspetto che ha rappresentato una priorità assoluta per i soccorritori.
La risposta dei mezzi aerei e il lavoro a terra
Per supportare le complesse operazioni a terra, che hanno visto impegnate oltre ottanta persone tra vigili del fuoco, carabinieri forestali e volontari antincendio, è stato richiesto e ottenuto l'intervento dei mezzi aerei della flotta del Corpo nazionale. Due Canadair e un elicottero sono entrati in azione nelle prime ore del mattino di sabato 8 agosto, iniziando una serrata spola tra il lago di Garda e i versanti montani interessati dal rogo per prelevare l'acqua necessaria ai lanci.
Per facilitare le operazioni di rifornimento dei velivoli, oltre al prelievo diretto dal lago, sono state predisposte vasche mobili e individuate fonti alternative, come la piscina comunale, a testimonianza delle difficoltà logistiche create dal periodo di grave siccità.
Mentre i mezzi aerei agivano dall'alto per arginare la furia delle fiamme, le squadre a terra, composte dai vigili del fuoco permanenti del comando di Brescia e dai volontari dei distaccamenti di Riva del Garda, Salò, Tremosine e Paitone, continuavano a presidiare l'area per proteggere le abitazioni ancora minacciate e impedire che il fronte del fuoco si espandesse ulteriormente.
Le cause e l'entità dei danni al patrimonio boschivo
Nonostante la violenza dell'incendio e le difficoltà incontrate, le operazioni di spegnimento condotte senza sosta per tutta la notte hanno permesso, dopo oltre tredici ore dall'inizio dell'emergenza, di riportare la situazione sotto controllo, sebbene le attività di bonifica e il monitoraggio dei focolai residui siano proseguiti a lungo. Le prime stime sui danni hanno quantificato in circa 4.500 metri quadrati la superficie di bosco andata distrutta dalle fiamme, un'area significativa che ha subito un duro colpo a causa della concomitanza di fattori come il vento e la siccità. Le indagini avviate dai Carabinieri Forestali per accertare le cause del rogo hanno inizialmente escluso la matrice dolosa, propendendo piuttosto per un'origine accidentale, anche se gli accertamenti sono ancora in fase di svolgimento.
L'attenzione rimane alta, come dimostra il fatto che, una volta superata la fase più critica, la maggior parte degli evacuati ha potuto fare ritorno alle proprie abitazioni, mentre i soccorritori hanno continuato a lavorare per mettere in sicurezza il territorio e prevenire eventuali riaccensioni.
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