Rinvio del concordato preventivo biennale: un ostacolo per i contribuenti in regime forfettario
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Redazione Economia
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Il concordato preventivo biennale tra l'Agenzia delle Entrate e gli autonomi sulle tasse da pagare nel successivo biennio deve attendere. Questa misura, voluta dal viceministro Maurizio Leo, prevedeva l'avvio di un software per l'elaborazione della proposta ai 2,7 milioni di partite Iva soggette agli Indici di affidabilità fiscale a partire dal 15 giugno 2024. Tuttavia, il governo avrebbe dovuto varare un decreto con ulteriori modifiche al provvedimento dello scorso febbraio, che ora rischia di essere incompleto.
Ritardi e incertezze
I ritardi interessano in particolar modo i contribuenti in regime forfettario. Le decisioni sul pacchetto di interventi sul concordato preventivo biennale che li riguardava, previsto in discussione nel Consiglio dei ministri del 10 giugno, è stato rinviato alla prossima riunione, presumibilmente il 20 giugno 2024, a causa dello stop del ministero della Giustizia.
Proroga del governo e rischi
Il governo ha prorogato di quindici giorni il termine ultimo per aderire al concordato fiscale, ma rischia di non avere subito la cifra di cui necessita per finanziare il taglio delle tasse. Il blocco, però, questa volta non arriva dal ministero di Economia e finanza, ma da quello della giustizia, che chiede maggiore chiarezza sui correttivi.
Ulteriori dettagli
Secondo la bozza portata nella riunione che precede il consiglio dei ministri, l'esclusione di punibilità per il reato di dichiarazione infedele (ad eccezione delle condotte, caratterizzate da simulazioni o frodi) sarebbe stato accompagnato anche dall'ulteriore specificazione che le violazioni non costituiscono notizia di reato. Questo aspetto richiede ulteriori chiarimenti e potrebbe comportare ulteriori ritardi nell'attuazione del concordato preventivo biennale.




