Il letame e lo striscione contro Cairo compaiono davanti al Filadelfia mentre D’Aversa si insedia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è stato nemmeno il tempo per un primo allenamento, per un primo saluto ufficiale ai nuovi tifosi, che la contestazione, durissima e senza appello, è tornata a materializzarsi davanti ai cancelli del Filadelfia. Nelle scorse ore, complice l’oscurità e la volontà di colpire l’immaginario collettivo, alcuni ultras hanno lasciato un segno inequivocabile del loro dissenso: uno striscione, appeso all’ingresso di via Spano, con una scritta che non lascia spazio a interpretazioni, “M**** come Cairo”, e accanto, riversato al suolo, del letame. Un gesto che, nella sua crudezza, intende equiparare la figura del presidente a ciò che veniva scaricato, un’offesa pesante che va ben oltre il semplice coro da stadio e che fotografa lo stato di un rapporto ormai logoro.

La scelta di esonerare Marco Baroni, ufficializzata dopo la debacle di Genova, un 3-0 che ha lasciato il segno e che è costato caro alla classifica, non ha sortito l’effetto sperato di placare gli animi -1-2. Anzi, l’arrivo di Roberto D’Aversa, che oggi pomeriggio incontrerà la stampa per la presentazione e guiderà la seduta di allenamento, è stato accolto da questo pesante “comitato d’accoglienza” che poco ha a che fare con il nuovo tecnico, se non per il contesto in cui va a operare -3-9. Il messaggio, chiaramente, non era per lui, bensì per la proprietà, per Urbano Cairo, che si trova ancora una volta nel mirino di una tifoseria stanca e, a suo dire, tradita dalle promesse e dai risultati.

Il presagio di una notte di fuoco alla vigilia del nuovo corso

Chi si aspettava che il cambio in panchina potesse rappresentare una sorta di tregua, una ripartenza da un presupposto diverso, ha dovuto ricredersi. La frangia più organizzata del tifo granata ha voluto ribadire che il malessere è profondo e non si cura semplicemente sostituendo l’allenatore, per quanto la situazione di classifica sia oggettivamente critica, con la squadra che naviga a ridosso della zona calda, a soli tre punti dalla retrocessione -2-6. Lo striscione, comparso nella notte, è stato rimosso, ma l’immagine di quel cumulo di letame davanti allo storico centro sportivo rimane, e pesa come un macigno sull’inizio dell’era D’Aversa.

L’ex tecnico di Parma, Lecce ed Empoli, che proprio con quest’ultima squadra raggiunse una storica semifinale di Coppa Italia, si trova ad affrontare una piazza che non ne può più -5-9. Una piazza che negli anni ha visto passare tanti allenatori, troppi forse, senza mai intravedere quel salto di qualità o quella solidità che cerca. Il nuovo mister, che ha firmato un contratto fino al termine della stagione, dovrà districarsi tra le difficoltà del campo e questo clima incandescente -6. Un clima che, come dimostra il gesto della notte, non accenna a diminuire di intensità, tenendo alta la tensione attorno alla società e al suo operato.

L’eco di una contestazione che arriva da lontano e non conosce soste

Non è la prima volta, del resto, che le manifestazioni di dissenso assumono toni così forti e pittoreschi. Da tempo, ormai, segmenti della tifoseria organizzata chiedono a gran voce un cambio ai vertici, e questo ennesimo blitz ne è la dimostrazione lampante. Mentre D’Aversa si prepara a raccogliere i cocci di una squadra allo sbando, dall’esterno arrivano segnali inequivocabili di insofferenza. I tifosi, che domenica scorsa hanno assistito all’ennesima prestazione opaca, non dimenticano e non perdonano.

Si aggiunge, a rendere ancora più cupo l’orizzonte, la statistica amara che i sostenitori granata ripetono come un mantra, un elenco di squadre che dal 2000 a oggi hanno raggiunto almeno una volta la semifinale di Coppa Italia, un traguardo che al Torino manca inspiegabilmente da troppi anni. E in questo elenco, che include formazioni di ogni caratura e blasone, c’è la misura di un digiuno che pesa e che alimenta la rabbia, rendendo gesti come quello del letame e dello striscione non un episodio isolato, ma l’ennesimo capitolo di una storia di incomprensione e delusione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.