Silenzio in chat e un’assenza che pesa: Santanchè resta nel gruppo, i ministri non scrivono più

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono passate oltre quarantotto ore e il gruppo WhatsApp riservato all’esecutivo, quella stanza virtuale dove fino a pochi giorni fa si scambiavano promemoria, commenti a caldo su dossier e aggiornamenti sull’agenda di palazzo Chigi, è rimasto immobile. Nessun messaggio, nessuna reazione, nessuno di quei rapidi scambi che ne avevano fatto, nei fatti, un prolungamento informale del Consiglio dei ministri. Il silenzio, in questo caso, parla più di qualsiasi comunicato ufficiale. Il gruppo, che porta il Titolo semplice e istituzionale di “Consiglio dei ministri”, da mercoledì sera è inanimato. E il motivo, sussurrato ieri a margine della riunione da alcuni ministri, è racchiuso in una frase rivelatrice: “Daniela è ancora nella chat”.

Un addio che non si consuma del tutto

L’esperienza di Daniela Santanchè al ministero del Turismo si è chiusa tra le polemiche e una lunga lettera indirizzata alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. In quella missiva, l’ormai ex ministra ha rivendicato il proprio operato e spiegato le ragioni di un passo indietro arrivato solo dopo una esplicita richiesta pubblica della premier, una condizione che aveva posto per tutelare quella che lei stessa ha definito la propria “onorabilità”. Nel messaggio di addio ai colleghi di governo, non ha nascosto l’amarezza: “Mi ricorderò di ognuno di voi, perché la vita è lunga”, una frase che lascia trasparire una tensione di fondo e un’uscita di scena tutt’altro che serena. Eppure, nonostante le dimissioni siano state formalizzate e il presidente della Repubblica abbia affidato l’interim del dicastero proprio alla premier, Santanchè non ha ancora abbandonato il gruppo.

L’imbarazzo di una presenza scomoda

È questo l’aspetto meno visibile ma più rivelatore della fase che sta attraversando il governo Meloni: il dilemma sociale di una chat governativa dove una presenza, quella della dimissionaria, è diventata un ostacolo alla normale operatività. I ministri, a margine del Consiglio, si sono interrogati su cosa fare. “Ma vi pare un problema questo?”, avrebbe provato a obiettare una ministra, per poi ricevere una risposta secca da un collega: “Ma Daniela legge!”. Così, telefonini alla mano, qualcuno ha iniziato a scorrere l’elenco dei partecipanti, nella speranza che lei avesse tolto il disturbo. In attesa che sia l’ex ministra a fare il passo o che l’amministratore del gruppo intervenga, il canale preferenziale di comunicazione dell’esecutivo resta muto. Un anno e mezzo fa, un’altra uscì dal governo, quella di Gennaro Sangiuliano, e si congedò anche dalla “cadrega” virtuale: un gesto che qualcuno, nei corridoi, ha definito “da signore”.

La politica oltre le parole

Se la chat del Consiglio dei ministri è solitamente piuttosto ciarliera, popolata da commenti e aggiornamenti continui, lo stallo di queste ore fotografa un imbarazzo collettivo difficile da nascondere. La tensione legata alle dimissioni, arrivate dopo un periodo di malumori, si riflette ora in questo spazio liquido della comunicazione politica. Da un lato, l’ex ministra, dopo aver rassegnato le dimissioni, ha scelto di rompere il silenzio con un videomessaggio pubblicato su X, rivolgendo “un ringraziamento sentito alla squadra del Ministero del Turismo che in questi anni ha lavorato al mio fianco”. Dall’altro, però, il persistere della sua presenza nella chat istituzionale blocca di fatto qualsiasi scambio informale, trasformando un semplice gruppo WhatsApp in uno specchio delle frizioni interne. Il motivo se lo sono chiesti in molti, ieri, senza trovare una risposta: “Giorgia che fai, la cacci?”.

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