Autovelox, in provincia di Rieti sono undici quelli autorizzati: le multe degli altri sono nulle
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Redazione Interno
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La mappa ufficiale dei dispositivi per il controllo della velocità, pubblicata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, disegna una geografia precisa degli autovelox legittimi, dopo la scadenza dei termini per il censimento nazionale. Un passaggio, quello della pubblicazione avvenuta il 28 novembre, che segna una linea netta tra gli apparecchi autorizzati e quelli che, invece, da sabato non possono più funzionare e, di conseguenza, emettere verbali validi. Una distinzione fondamentale per gli automobilisti, i quali possono ora verificare la regolarità di ogni singolo strumento consultando il portale dedicato, dove per ognuno dei 3.625 dispositivi censiti in Italia sono indicati marca, modello, matricola e l'esatta collocazione chilometrica.
La fotografia nel Reatino: la Salaria sotto osservazione
Nella provincia di Rieti, a risultare pienamente in regola sono undici sistemi di rilevamento, dei quali sei fissi, tre mobili e due che possono operare in entrambe le modalità. Una distribuzione che vede come osservata speciale la via Salaria, arteria di grande scorrimento, sulla quale il Comune di Antrodoco risulta titolare di ben tre apparati. Segue, con due dispositivi, il Comune di Rieti, mentre altri enti locali della zona ne gestiscono uno solo a testa, completando un quadro che, se da un lato definisce i presidi legittimi, dall'altro rende di fatto nulle tutte le contravvenzioni elevate da autovelox non inclusi in quell'elenco ministeriale.
Il confronto con altre province: Viterbo e Ragusa
La situazione reatina, per quanto riguarda il numero di strumenti, appare in netto contrasto con quella di altre province del Lazio. A Viterbo, ad esempio, risultano autorizzati ben ventotto dispositivi, distribuiti in dodici comuni differenti, a segnalare una densità di controllo sensibilmente maggiore. All'estremo opposto si colloca la realtà di Ragusa, in Sicilia, dove gli autovelox regolarmente censiti e quindi abilitati a operare sono appena cinque. Anche in quel caso, come del resto in tutto il territorio nazionale, tutti gli altri apparecchi non comunicati entro la scadenza prevista – fissata dal decreto ministeriale n.367 del 29 settembre 2025 – devono considerarsi spenti e le multe da essi eventualmente generate prive di valore.
Le nuove regole e il quadro nazionale
L'intera operazione di censimento, che ha impegnato enti locali e Forze dell'ordine, risponde a una precisa volontà di trasparenza e di applicazione uniforme della normativa. Il decreto del direttore generale per la Motorizzazione, che ha istituito l'obbligo di registrazione, aveva infatti stabilito con chiarezza la conseguenza per chi non vi avesse adempiuto: la disattivazione immediata degli strumenti. Ora, con la pubblicazione dell'elenco ufficiale sul sito velox.mit.gov.it/dispositivi, si conclude una fase propedeutica per garantire la piena legittimità d'uso di questi strumenti, sebbene permangano zone d'ombra e possibilità di impugnazione dei verbali per motivi che esulano dalla mera registrazione. Il quadro che ne emerge, tuttavia, offre per la prima volta una visione d'insieme nazionale, consentendo a chi guida di conoscere l'esatta dislocazione e le caratteristiche tecniche di ogni singolo punto di controllo della velocità.




