B.Mps, Glass Lewis conferma le criticità della strategia Lovaglio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La partita per il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena entra nella sua fase più delicata. Dopo il pronunciamento di Institutional Shareholder Services, anche Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti di respingere le due offerte pubbliche di scambio promosse dall'istituto senese su Banco Bpm e Banca Generali, oltre alla distribuzione del dividendo straordinario da 4 miliardi di euro e all'acquisizione della partecipazione in Generali detenuta da Mediobanca.

La posizione dei due proxy advisor, secondo gli analisti di Equita Sim, conferma le criticità intrinseche del progetto industriale sostenuto dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio e rappresenta un ulteriore elemento a sostegno dell'offerta di Intesa Sanpaolo.

Le ragioni dei proxy advisor

Glass Lewis ha motivato la propria raccomandazione con la necessità di preservare criticamente l'opzionalità degli investitori in una congiuntura di eccezionale impatto. ISS ha dal canto suo osservato che agli azionisti viene chiesto di votare una visione che prevede di raddoppiare le dimensioni della banca attraverso due operazioni mentre è ancora in corso l'integrazione della precedente acquisizione di Mediobanca.

Secondo il proxy advisor, mancano gli elementi essenziali per una valutazione consapevole: non c'è accesso alla due diligence, non esiste un prezzo definitivo, non vi sono accordi commerciali o di governance con gli azionisti rilevanti delle due target. A ciò si aggiunge la richiesta del consiglio di amministrazione di essere autorizzato a modificare i termini delle offerte, circostanza che alimenta ulteriore incertezza sull'esito finale delle operazioni.

Equita Sim, nella propria nota di commento, ha ripreso le argomentazioni dei proxy advisor per ribadire la preferenza per l'offerta di Intesa Sanpaolo. Gli analisti della sim milanese hanno evidenziato come la stessa ISS abbia rilevato che l'offerta del gruppo guidato da Carlo Messina incorpori un premio di circa il 20% sul multiplo prezzo su utili prospettico a un anno delle banche comparabili e del 15% su quello a tre anni.

Un'indicazione che, a giudizio di Equita, rimarca il valore dell'offerta per gli azionisti del Monte, consentendo loro un ritorno certo e immediato con un rischio di esecuzione contenuto.

La soglia del 50% più un'azione

Le due offerte lanciate da Mps il 21 agosto 2026 presentano una differenza sostanziale nelle condizioni di efficacia. Entrambe prevedono il raggiungimento di almeno il 50% del capitale più un'azione, ma solo per l'operazione su Banca Generali questa soglia è stata dichiarata fin dall'inizio irrinunciabile. Per Banco Bpm, invece, Siena si riserva la possibilità di modificarla o rinunciarvi, mantenendo l'opzione di procedere anche senza raggiungere la maggioranza del capitale dell'istituto milanese.

Poiché Assicurazioni Generali detiene il 50,17% di Banca Generali, il perfezionamento dell'offerta presuppone che almeno una parte della partecipazione del Leone passi a Mps. I concambi iniziali restano fissati a 1,567 azioni Mps per ogni Banco Bpm e 6,958 per ogni Banca Generali, con possibili rettifiche legate ai dividendi in distribuzione.

Il voto del 29 ottobre

L'assemblea convocata per il 29 ottobre dovrà pronunciarsi su un ordine del giorno che comprende, oltre alle due offerte e ai relativi aumenti di capitale, anche la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps e i progetti di scissione che interessano Mediobanca Premier e Widiba. Intesa Sanpaolo ha subordinato la prosecuzione della propria offerta all'esito di questo voto, avvertendo che qualora l'assemblea approvasse i punti relativi alle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali, l'opas su Mps diventerebbe definitivamente inefficace.

Delfin, holding della famiglia Del Vecchio che detiene il 17,6% del capitale di Mps, ha già assunto un impegno ad aderire all'offerta di Intesa con l'intera partecipazione e a tenere condotte di voto coerenti in assemblea.

Anche Fondaco Lux Sa, società lussemburghese che gestisce il Global Alpha Strategy Fund con lo 0,41% di Mps e che vede la Fondazione Roma come principale sottoscrittore, ha annunciato il proprio voto contrario alle proposte della parte straordinaria, esprimendo al contempo una valutazione preliminarmente positiva sull'offerta di Intesa Sanpaolo.

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