Mps, i proxy spingono Intesa anche Fondaco boccerà le Ops

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si allarga ancora il fronte del no al piano Lovaglio in vista dell'assemblea del 29 ottobre. E la strada dell'Opas di Intesa Sanpaolo appare sempre più in discesa, con i proxy advisor che hanno chiuso il cerchio delle raccomandazioni di voto e un nuovo socio che ha annunciato il proprio dissenso.

La posizione di Fondaco Lux

La società lussemburghese Fondaco Lux Sa, gestore del Global Alpha Strategy Fund - Global Diversified Alternative, di cui la Fondazione Roma è il principale sottoscrittore, con il suo 0,41% di Mps esprimerà voto contrario alle proposte di deliberazione di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5 all'ordine del giorno della parte straordinaria dell'assemblea convocata per il prossimo 29 ottobre. Lo si legge in una nota diffusa ieri. Fondaco Lux valuta invece positivamente, in via preliminare, l'offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni.

A suo giudizio, il progetto industriale alla base dell'offerta, volto all'integrazione in un gruppo bancario di maggiore dimensione e con un modello di attività diversificato, può offrire prospettive favorevoli di creazione di valore nel medio-lungo periodo. La decisione definitiva in merito all'eventuale adesione sarà assunta solo dopo la pubblicazione del documento d'offerta e l'esame delle relative condizioni.

Il cda ordinario di ieri

Intanto il consiglio di amministrazione ordinario di Mps di ieri è passato senza particolari sorprese. La riunione era in calendario da tempo, ma incastonata tra quella straordinaria di lunedì scorso e l'assemblea di fine mese, rappresentava comunque un momento di rilievo. Difficile che potesse fuoriuscire qualcosa di nuovo rispetto a pochi giorni prima, perché quello che doveva dire il board di Siena lo aveva già detto.

Nella seduta straordinaria di lunedì, il consiglio aveva ribadito le proprie critiche all'Opas di Intesa Sanpaolo, sia sul fronte del corrispettivo, espressione di un premio giudicato inferiore alla media delle offerte pubbliche bancarie in Italia, che su quello delle strategie industriali. In assenza di alternative praticabili il board, come già lunedì, non ha ritenuto di deviare dalla strada della doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali, che dunque andrà al voto dell'assemblea del 29 ottobre senza disporre dei numeri per passare.

Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata al termine del consiglio, svoltosi nell'arco della mattinata, nel corso del quale si è preso atto delle valutazioni dei proxy advisor Glass Lewis e Iss.

Le raccomandazioni dei proxy advisor

Entrambi i proxy advisor sono giunti alla conclusione che per i soci del Monte sia meglio bocciare le principali delibere del piano dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Iss ha puntato il dito sui rischi di esecuzione di una fusione multipla e articolata in presenza di un cda diviso come quello del Monte, mentre Glass Lewis ha ritenuto che gli ostacoli sulla strada di un piano pur non privo di merito ma osteggiato da un terzo del suo stesso azionariato e senza appoggi in quello di Banco Bpm e di Banca Generali, siano tali da non giustificare il risultato di privarsi dell'alternativa dell'Opas di Cà de Sass, che pure offre un premio del 15,3%.

L'indicazione del proxy advisor Glass Lewis, dopo quella di Iss, conferma le criticità intrinseche nella strategia di Mps e rappresenta un ulteriore elemento a favore di Intesa Sanpaolo, la cui offerta è in grado di riconoscere un ritorno immediato agli azionisti di Siena e un potenziale di significativa creazione di valore con rischio di esecuzione contenuto, hanno ribadito gli analisti di Equita, che nella partita è advisor di Intesa.

Il fronte del no e i numeri dell'assemblea

In assenza di colpi di scena, a Lovaglio non resta che prepararsi a un'assemblea il cui risultato appare segnato. Delfin, con il 17,5%, Caltagirone con il 13,5% e Benetton con l'1,45%, tutti azionisti anche delle Generali, bocceranno la doppia Ops e così faranno i fondi che si attengono alle indicazioni dei proxy. Il fronte dichiarato del no, con l'aggiunta di Fondaco Lux, sale ora al 33,58%.

Il banchiere potrebbe spuntare un passivo meno pesante sulla fusione con Mediobanca, che sia Glass Lewis che Iss hanno invitato a sostenere e su cui Intesa, pur incoraggiando gli azionisti a non approvarla, non ha posto il veto, a differenza delle Ops su Bpm e Banca Generali. Resta da capire quale sarà l'affluenza, con il Tesoro, che detiene il 4,9%, che non parteciperà e Banco Bpm, con il 3,7%, che deciderà a ridosso dell'appuntamento. In Borsa Mps resta sostanzialmente ancorata all'Opas di Intesa.

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