Case vuote, la riqualificazione energetica spinge i prezzi fino al 45% secondo l’analisi di Enea e Mce Lab
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Redazione Economia
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C’è un’Italia immobiliare che non compare nelle statistiche del mercato attivo, eppure questa pesa come un macigno sull’economia reale. È quella delle case vuote, un patrimonio stimato tra 9,6 e 10 milioni di unità secondo i dati incrociati dall’Enea e dal Mce Lab, pari a circa un terzo dello stock abitativo nazionale. Un numero, questo, che racconta non solo una fotografia sociale fatta di immobili dimenticati, ma soprattutto una gigantesca inefficienza economica. È proprio su questo segmento, lo ha rilevato l’analisi condotta dall’agenzia nazionale per le nuove tecnologie insieme al laboratorio della fiera di settore, che si concentra un dato destinato a pesare nelle strategie di operatori e investitori: la riqualificazione energetica può spingere il valore di mercato degli immobili fino al 45%, con effetti positivi che si riverberano anche sui canoni di locazione.
Un tesoro nascosto di mattoni e bollette salate
Non si tratta soltanto di abbattere i consumi, anche se i numeri sono eloquenti a riguardo. Il dato di fondo, come emerge dalla ricerca, è che la maggior parte di questi alloggi – quelli costruiti prima del 1980 per capirci – necessita di adeguamenti normativi e impiantistici per diventare appetibile su un mercato ormai orientato verso la “casa green”. Pensate che, sebbene tra il 2018 e il 2023 gli edifici in classe A siano passati dal 7,8% all’11,3%, circa il 70% del parco immobiliare italiano ristagna ancora nelle ultime tre classi energetiche, le peggiori. Questo ritardo si traduce in costi vivi: in un appartamento tipo della metropoli lombarda, per esempio, passare dalla classe G alla B fa schizzare il prezzo al metro quadro da 4.000 a 5.800 euro. Lo stesso intervento, applicato a uno chalet di montagna o a una seconda casa al mare, ne aumenta la redditività settimanale del 40%, rendendo la struttura finalmente competitiva per una clientela che cerca comfort e bollette leggere.
Costi di cantiere e incentivi: il conto dell’efficientamento
Naturalmente, tutto questo ha un costo e l’analisi di Enea e Mce Lab non ha trascurato l’aspetto puramente economico dei cantieri. I tecnici hanno passato in rassegna le voci di spesa utilizzando i dati storici dell’Ecobonus, scoprendo che rifare completamente il cappotto termico di una parete costa in media 200 euro al metro quadro, mentre la sostituzione degli infissi (fondamentale per il risparmio) si aggira intorno ai 900 euro al metro quadro. Se poi si decide di installare una pompa di calore in sostituzione della vecchia caldaia, per un appartamento di 150 metri quadri si parla di una cifra tra i 10 e i 12 mila euro. A compensare questi esborsi, però, arrivano le detrazioni fiscali come l’Ecobonus e il Conto Termico 3.0, che possono coprire fino alla metà della spesa; un esborso che, in ogni caso, viene ripagato nel tempo grazie a risparmi in bolletta che, nei casi più virtuosi, superano il 50%.
I casi studio del report tra Milano, mare e montagna
Per rendere l’idea di questa trasformazione “valoriale”, i ricercatori hanno stilato tre casi esemplari. Nel primo, quello dell’appartamento in una grande città, la riqualificazione integrale (che include isolamento e impianti) non solo fa lievitare il prezzo di vendita, ma trascina verso l’alto anche i canoni di locazione annui che, nel caso di Milano, passano da 180 a 220 euro al metro quadro (+22%). Il secondo scenario è quello della seconda casa in una località turistica ligure: qui l’incremento dei prezzi di vendita si assesta al +31%, ma il vero affare lo fanno gli affitti brevi. Una casa con climatizzazione efficiente e infissi nuovi può infatti passare da una rendita settimanale di 700-800 euro in alta stagione a una di 1.100.200 euro, attirando una clientela più esigente disposta a pagare di più per il comfort. Infine, il caso dello chalet montano: grazie a un intervento deciso (cappotto e impianti moderni), il valore dell’immobile schizza da 5.500 a 8.000 euro al metro quadro (+45%), dimostrando come in climi rigidi l’efficienza energetica sia la leva più potente per sbloccare il mercato.




