Kiev piange 31 vittime dopo il raid russo, tra loro cinque bambini
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Redazione Esteri
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Mentre le operazioni di soccorso si sono concluse tra le macerie degli edifici distrutti dall’attacco russo del 31 luglio, il bilancio definitivo parla di 31 morti, tra cui cinque minori. La capitale ucraina, che ha osservato venerdì una giornata di lutto nazionale, continua a contare i danni materiali e umani dopo l’ondata di droni e missili che ha colpito aree residenziali e infrastrutture civili. La vittima più giovane, una bambina di due anni, è diventata il simbolo di una strage che ha lasciato anche 159 feriti, di cui 16 bambini.
Le autorità locali hanno confermato che tutti i corpi sono stati recuperati, mentre i residenti del quartiere colpito si recano in pellegrinaggio spontaneo per rendere omaggio alle vittime. Tra gli edifici devastati, un grattacielo parzialmente crollato è diventato l’immagine più drammatica di un attacco condotto in due fasi: dopo una prima ondata di droni, molti civili, credendo terminato il pericolo, erano usciti dai rifugi, venendo sorpresi dal successivo lancio di missili.
Intanto, nella regione di Kherson, un altro bombardamento russo ha ucciso una persona e ferito altre nove, colpendo non solo infrastrutture critiche ma anche abitazioni private. Oleksandr Proudkin, capo dell’Amministrazione militare locale, ha denunciato i danni a due palazzi e 17 case, oltre alla distruzione di veicoli civili.




