Colnago tt2, pogacar la prova subito al via del tour de romandie

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Senza nemmeno il tempo di presentarla ufficialmente, la nuova Colnago TT2 è già nel vivo dell’azione: la userà Tadej Pogačar, campione del mondo in linea, nel prologo a cronometro che apre oggi il Tour de Romandie. Il marchio italiano, che da anni accompagna il corridore sloveno con soluzioni tecniche sempre al limite del regolamento (senza mai oltrepassarlo, va detto), ha scelto quindi un debutto in gara per quello che rappresenta a tutti gli effetti un prototipo ancora in fase di messa a punto. La TT2, che in quanto discendente diretta della TT1 ne riprende l’impostazione generale, arriverà sul mercato soltanto a settembre del 2026, come del resto impongono le norme UCI per l’omologazione dei telai destinati all’uso pubblico.

Un concentrato di leggerezza e aerodinamica studiato per le salite

La filosofia progettuale che ha guidato gli ingegneri di Cambiago è chiara: ridurre il peso, ottimizzando però anche la penetrazione nell’aria senza stravolgere l’equilibrio generale della bici. Una sfida complessa, se si considera che la TT1 era già un riferimento nel settore delle cronometro, ma le esigenze dei percorsi moderni – sempre più ondulati, a tratti quasi di montagna – hanno indirizzato il miglioramento verso una maggiore reattività in salita senza penalizzare i tratti veloci. Pogačar, che ha potuto testare alcuni componenti già nelle settimane precedenti senza però disporre del telaio definitivo, utilizzerà nel prologo elvetico una configurazione che prevede trasmissione Shimano Dura-Ace Di2, ruote e manubrio Enve, sella Prologo e pneumatici Continental. Nessuna sorpresa, quindi, nella scelta dei componenti: l’UAE Team Emirates-XRG ha ormai consolidato queste partnership tecniche.

La semplificazione meccanica come cifra del nuovo progetto

Tra gli aspetti meno evidenti a una prima occhiata, ma non per questo secondari, c’è la ricerca di una maggiore accessibilità meccanica: la TT2 nasce come un sistema semplificato, con passaggi intuitivi e interventi di regolazione più rapidi rispetto al modello precedente. Una scelta, questa, che non riguarda soltanto i meccanici di squadra – i quali potranno così preparare la bicicletta in tempi più stretti, magari tra una tappa e l’altra di un grande giro – ma anche i futuri acquirenti privati, che da settembre troveranno sul mercato una bicicletta tecnicamente avanzata ma meno “ostica” nella gestione quotidiana. Del resto, la TT1 aveva già mostrato alcune criticità nella regolazione fine di certe componenti; la TT2 sembra voler correggere proprio quei difetti, senza però rinunciare alla rigidità torsionale necessaria per trasmettere a terra tutta la potenza di un corridore come Pogačar.

L’esordio a Romandia tra attesa e conferme tecniche

Si parlerà ovviamente della sua prestazione, nel corso della giornata, ma al di là del risultato cronometrico ciò che conta per Colnago è il primo confronto diretto con l’asfalto, gli avversari e le condizioni reali di gara. Il prologo del Tour de Romandie – una frazione breve, spesso esplosiva, che premia chi trova subito il ritmo giusto – rappresenta il banco di prova ideale per una bicicletta pensata anche per i cambi di direzione repentini e le accelerate violente. Pogačar, che non ha mai nascosto un certo interesse per le innovazioni tecniche del suo equipaggiamento, ha voluto questa messa in opera immediata, senza attendere test privati o presentazioni rituali. Un modo, forse, per mandare un segnale al resto del gruppo: la TT2 non è soltanto un’evoluzione di laboratorio, ma un’arma pronta all’uso.

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