La Nato punta sul GlobalEye di Saab: ecco il nuovo “occhio elettronico” dell’Alleanza

La Nato punta sul GlobalEye di Saab: ecco il nuovo “occhio elettronico” dell’Alleanza
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel corso del vertice di Ankara, il Segretario Generale della Nato Mark Rutte ha ufficializzato l’avvio dei negoziati formali con l’azienda svedese Saab per l'acquisizione di un massimo di dieci velivoli GlobalEye, i nuovi sistemi di allarme e controllo aereo che andranno a sostituire la flotta di Boeing E-3 Sentry, in servizio ormai dal lontano 1982.

L'annuncio, giunto durante il Forum sull'industria della difesa, rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso di selezione che ha visto il GlobalEye prevalere sulla proposta statunitense del Boeing E-7 Wedgetail, dopo che il programma era stato messo in crisi dall’incertezza sulla partecipazione degli Stati Uniti. Undici paesi, tra cui Canada, Germania e Svezia, hanno già aderito al consorzio per l'acquisto congiunto, gettando le basi per una nuova era della sorveglianza aerea dell'Alleanza Atlantica.

Cos’è il GlobalEye e come funziona

Il GlobalEye non è un semplice aereo da sorveglianza, ma una piattaforma multidominio progettata per garantire una consapevolezza situazionale senza precedenti. Sviluppato dalla Saab, il sistema è alloggiato a bordo di un jet executivo Bombardier Global 6500, una scelta che garantisce una maggiore efficienza operativa e costi di gestione ridotti rispetto ai grandi velivoli dell'era della Guerra Fredda.

Il cuore del sistema è il radar Erieye Extended Range, una struttura a “scatola da sci” montata sulla fusoliera che ospita un'antenna lunga dieci metri in grado di fornire una copertura di 300 gradi. Grazie alla tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Array), questo radar è in grado di individuare bersagli a bassa quota fino a oltre 450 chilometri di distanza, resistere ai disturbi elettronici e tracciare simultaneamente minacce aeree, navali e terrestri.

Dalla teoria alla pratica: una svolta tecnologica e strategica

La capacità di operare in tre domini contemporaneamente rappresenta il vero valore aggiunto del GlobalEye. Mentre i vecchi E-3 Sentry erano specializzati principalmente nella sorveglianza aerea, il nuovo velivolo è in grado di rilevare, con un singolo passaggio, un caccia nemico in alta quota, un piccolo natante in movimento o un convoglio di veicoli sul terreno.

Oltre al radar principale, il GlobalEye è equipaggiato con sensori passivi, sistemi di identificazione AIS e radar dedicati al Ground Moving Target Indication (GMTI), che permettono di ottenere immagini radar indipendenti dalle condizioni meteorologiche. L'architettura aperta del sistema di comando e controllo consente, inoltre, di distribuire i dati in tempo reale alle altre unità alleate, agendo non solo come occhio elettronico, ma come un vero e proprio centro nevralgico per la gestione del campo di battaglia.

I tempi e i costi dell'operazione

Sebbene l'annuncio segni un passo decisivo, il contratto vero e proprio non è ancora stato firmato e la Saab ha precisato che le consegne potrebbero partire non prima del 2030, con una capacità operativa iniziale che si aggirerebbe intorno ai dieci esemplari. Il costo stimato per ciascun velivolo varia tra i 400 e i 450 milioni di euro, a seconda della configurazione finale e dell'infrastruttura di supporto richiesta dai paesi partecipanti.

La decisione arriva dopo che la Francia, a fine 2025, aveva già siglato un contratto per due GlobalEye, destinati a sostituire i propri E-3F Sentry, consolidando così la fiducia nel prodotto svedese come alternativa europea credibile nel settore della difesa aerea.

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