Nato, via libera all'acquisto dei Saab GlobalEye: dieci nuovi occhi elettronici per l'Alleanza
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Redazione Esteri
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L'annuncio, arrivato nel corso del vertice di Ankara, ha segnato un punto di svolta per le capacità di sorveglianza aerea dell'Alleanza Atlantica. Il segretario generale Mark Rutte ha confermato l'avvio dei negoziati formali con la svedese Saab per l'acquisizione congiunta di un massimo di dieci velivoli GlobalEye, destinati a rinnovare una flotta ormai giunta al capolinea.
Si tratta, come ha sottolineato lo stesso Rutte, di una "storia di successo 'Made in Nato'", un'operazione che coinvolge un consorzio di dieci paesi membri e che rappresenta il primo grande test per la nuova architettura di difesa comune dopo l'ingresso della Svezia nell'organizzazione.
Un ricambio generazionale per gli Awacs
Il nodo centrale della decisione riguarda la sostituzione dei quattordici Boeing E-3A Sentry, i celebri Awacs con il radome rotante, in servizio ininterrotto dal lontano 1982. Con il passare dei decenni, quei velivoli hanno mostrato i segni del tempo, non tanto nella struttura quanto nell'elettronica di bordo, divenuta obsoleta di fronte alle minacce attuali. I nuovi GlobalEye, al contrario, nascono su una piattaforma Bombardier Global 6000, un jet executive di grandi dimensioni che offre prestazioni di volo eccellenti e una autonomia che supera le undici ore di missione.
A bordo, il cuore pulsante è il radar Erieye-ER, un sistema active electronically scanned array capace di rilevare e tracciare bersagli in aria e a terra, nonché bersagli navali, garantendo una copertura a 360 gradi che non richiede il classico disco rotante.
Gli occhi elettronici della nuova era
La scelta del GlobalEye, per certi versi, rappresenta un cambio di paradigma operativo. A differenza degli Awacs tradizionali, che richiedono un nutrito equipaggio per la gestione dei sensori, il sistema svedese è progettato per un'integrazione spinta con le altre piattaforme della coalizione; i dati raccolti vengono elaborati e ridistribuiti in tempo reale, fungendo da nodo avanzato per la consapevolezza situazionale.
L'aereo, inoltre, integra sensori elettro-ottici e sistemi di guerra elettronica che gli consentono di operare in ambienti saturi di contromisure, un aspetto, questo, ritenuto cruciale per gli scenari futuri. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson, presente ad Ankara, non ha nascosto l'orgoglio per l'accordo, definendolo "un momento di grande orgoglio" per la sua nazione, che con questo contratto consolida il proprio ruolo di fornitura tecnologica all'interno del Patto.
Dettagli dell'accordo e prospettive industriali
L'intesa siglata prevede un ordine iniziale che sarà perfezionato nei prossimi mesi, con la Saab che si prepara a incrementare la capacità produttiva per far fronte ai dieci esemplari richiesti dal consorzio. Sebbene i dettagli economici non siano stati divulgati, si tratta di un programma pluriennale che garantirà un impatto significativo sull'occupazione nel settore della difesa svedese e, attraverso le clausole di compensazione, anche in quello dei paesi aderenti.
Per la Nato, l'operazione non è soltanto un rimpiazzo tecnologico, ma un investimento sulla resilienza: i GlobalEye, grazie alla loro versatilità, saranno in grado di svolgere compiti che spaziano dalla difesa aerea alla sorveglianza marittima, passando per la gestione delle crisi umanitarie, offrendo così uno strumento flessibile per le missioni dell'organizzazione nei prossimi trent'anni. La sostituzione graduale dei vecchi E-3A rappresenta, di fatto, il più importante aggiornamento della componente aerea di allarme precoce dalla fine della Guerra Fredda.




